lunedì 21 luglio 2003

Sulle Incomprensioni e sui simboli


Un piccolo simbolo scivolato per caso nel sito di BombaSicilia ed ecco che ritornano i fantasmi.
("Da quando Bombasicilia è diventata il manifesto di un partito politico ???!!! Ma dico ?? Siamo matti ?? Cosa è tutta sta pubblicità e sta tendenza a sinistra nel sito ??" "Non condivido il fatto che con due clic dal sito di BC (Bombasicilia + Bombablog), si arrivi ad una pagina con simboli di partito** e con blog dai contenuti politici* e non letterari."Io avevo capito che doveva essere scrittura creativa, non un manifesto politico di una corrente di idee*** !!!") 


Non lo nego: leggo ogni giorno Repubblica e il venedì compro l'Espresso e sono anche cattolico praticante. Non credo che ci siano incompatibilità, ho cercato nel Vangelo e non c'è nessuna parte che dica: se leggi cose di sinistra non puoi entrare nella mia Chiesa. Ho letto piuttosto: si deve rispondere Sì Sì, No no. Nessuna ignavia è concessa. E non voglio finire ad inseguire una bandiera con le chiappe al vento mordicchiate da tafani infernali. Non ci tengo. Quando c'è da schierarsi, mi schiero.


Il primo contatto con i "rossi" l'ho avuto 14 anni. Nel 1994 ero affascinato dal jingle di Forza Italia e  addirittura volevo votare per il Signore dei Cartoni Animati. Vivevo in compagnia di Bim BUM Bam e Bim Bum Bam lo trasmetteva la Fininvest. Poi è arrivato il sigaro di Che Guevara e il fascino di Ernesto mi ha rapito, avevo 14 anni. Proprio quell'anno ho trovato la mia cagnolona e subito sono andato dal veterinario. Il veterinario ama El Che e non mi ha fatto pagare appena mi ha visto il sorriso di Ernesto sulla maglietta. (la maglietta la indosso ogni anno al momento del vaccino...)


Quattro anni dopo mi sono iscritto a Filosofia ed era il momento di scegliere il MIO giornale. Mi sono guardato attorno: il Corriere era troppo largo per leggerlo sul treno, il Giornale non mi piaceva, il Giornale di Sicilia semplicemente non dice nulla, Avvenire lo compra mia madre. Restavano l'Unità, il Manifesto e Repubblica. Altra selezione e il Manifesto e Repubblica sono andati al ballottaggio: del Manifesto amo le copertine, di Repubblica l'amaca di Michele Serra, gli articoli di Scalfari e la verve di Vittorio Zucconi e poi mi piacciono i classici del 900.
Quindi dovevo comprare Repubblica il mercoledì per il libro, il martedì per leggere la presentazione del libro, giovedì per Musica e Viaggi, il venerdì per Il Venerdì. Insomma restavano fuori la domenica, il lunedì e il sabato... li ho comprati pure e ho incominciato ad apprezzare le risposte ai lettori di Corrado Augias, gli articoli di Bernardo Valli, le stoccate di Concita De Gregori e quelle di Curzio Maltese. Insomma sono diventato uno che legge Repubblica.


Se la scelta è tra Repubblica e gli altri giornali. Scelgo Repubblica. Devo scegliere. Non sopperterei i tafani infernali sulle chiappe.


*[Piccola Parentesi Quadra: Qualcuno mi trova una riga, dico una, in bombasicilia.net che sia dedicata a contenuti politici? O almeno in questo blog... Che SuperGiovane sia un leader politico? Che la bacheca sportiva si candidi alle elezioni? Che Il piccolo principe sia diventato comunista?
**Cribbio, la bomba di BC è diventato un simbolo politico e nessuno mi ha detto niente?
Come si fa a scrivere senza essere trasporati da un flusso (sinonimo di corrente) di idee?]

Sulle Incomprensioni e sui simboli


Un piccolo simbolo scivolato per caso nel sito di BombaSicilia ed ecco che ritornano i fantasmi.
("Da quando Bombasicilia è diventata il manifesto di un partito politico ???!!! Ma dico ?? Siamo matti ?? Cosa è tutta sta pubblicità e sta tendenza a sinistra nel sito ??" "Non condivido il fatto che con due clic dal sito di BC (Bombasicilia + Bombablog), si arrivi ad una pagina con simboli di partito** e con blog dai contenuti politici* e non letterari."Io avevo capito che doveva essere scrittura creativa, non un manifesto politico di una corrente di idee*** !!!") 


Non lo nego: leggo ogni giorno Repubblica e il venedì compro l'Espresso e sono anche cattolico praticante. Non credo che ci siano incompatibilità, ho cercato nel Vangelo e non c'è nessuna parte che dica: se leggi cose di sinistra non puoi entrare nella mia Chiesa. Ho letto piuttosto: si deve rispondere Sì Sì, No no. Nessuna ignavia è concessa. E non voglio finire ad inseguire una bandiera con le chiappe al vento mordicchiate da tafani infernali. Non ci tengo. Quando c'è da schierarsi, mi schiero.


Il primo contatto con i "rossi" l'ho avuto 14 anni. Nel 1994 ero affascinato dal jingle di Forza Italia e  addirittura volevo votare per il Signore dei Cartoni Animati. Vivevo in compagnia di Bim BUM Bam e Bim Bum Bam lo trasmetteva la Fininvest. Poi è arrivato il sigaro di Che Guevara e il fascino di Ernesto mi ha rapito, avevo 14 anni. Proprio quell'anno ho trovato la mia cagnolona e subito sono andato dal veterinario. Il veterinario ama El Che e non mi ha fatto pagare appena mi ha visto il sorriso di Ernesto sulla maglietta. (la maglietta la indosso ogni anno al momento del vaccino...)


Quattro anni dopo mi sono iscritto a Filosofia ed era il momento di scegliere il MIO giornale. Mi sono guardato attorno: il Corriere era troppo largo per leggerlo sul treno, il Giornale non mi piaceva, il Giornale di Sicilia semplicemente non dice nulla, Avvenire lo compra mia madre. Restavano l'Unità, il Manifesto e Repubblica. Altra selezione e il Manifesto e Repubblica sono andati al ballottaggio: del Manifesto amo le copertine, di Repubblica l'amaca di Michele Serra, gli articoli di Scalfari e la verve di Vittorio Zucconi e poi mi piacciono i classici del 900.
Quindi dovevo comprare Repubblica il mercoledì per il libro, il martedì per leggere la presentazione del libro, giovedì per Musica e Viaggi, il venerdì per Il Venerdì. Insomma restavano fuori la domenica, il lunedì e il sabato... li ho comprati pure e ho incominciato ad apprezzare le risposte ai lettori di Corrado Augias, gli articoli di Bernardo Valli, le stoccate di Concita De Gregori e quelle di Curzio Maltese. Insomma sono diventato uno che legge Repubblica.


Se la scelta è tra Repubblica e gli altri giornali. Scelgo Repubblica. Devo scegliere. Non sopperterei i tafani infernali sulle chiappe.


*[Piccola Parentesi Quadra: Qualcuno mi trova una riga, dico una, in bombasicilia.net che sia dedicata a contenuti politici? O almeno in questo blog... Che SuperGiovane sia un leader politico? Che la bacheca sportiva si candidi alle elezioni? Che Il piccolo principe sia diventato comunista?
**Cribbio, la bomba di BC è diventato un simbolo politico e nessuno mi ha detto niente?
Come si fa a scrivere senza essere trasporati da un flusso (sinonimo di corrente) di idee?]

venerdì 18 luglio 2003

Le lucciole di Pasolini e la morte della Smemoranda


E' stata la mia professoressa d'Italiano che mi ha messo questa pulce in testa.
Me lo ricordo bene: era l'ultimo anno di liceo e la prof. stava spiegando Pasolini. Ero nella mia terza fila a cullare i miei sogni in bikini, così, per tenerli in caldo per l'imminente estate.
Ero lì, terza fila accanto alla faccia semi-addormentata del mio compagno di banco, Calogero. Calogero passava il tempo a lisciare le curve della sua girl che occupava il banco davanti e io per sopravvivere a quelle smancerie dovevo tenere il cervello allenato. Lo facevo inventandomi storie.
Stavo dando vita a un romanzo pieno di zombi, sesso e okkupazioni quando il mio udito selettivo, ottenuto con anni e anni di allenamento, coglie una perla preziosa: i grandi sono grandi perchè hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.
Bella frase: la professoressa si riferiva all'articolo di Pasolini sulla progressiva scomparsa delle lucciole.


Due anni dopo
Sono all'Università, il prof. Mancini sta spiegando con trasporto i Manoscritti Economico-Filosofici di Marx e il mio udito selettivo ri-capta quella perla: i grandi hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.


I miei neuroni si sono messi in cerchio e hanno iniziato a discutere: ieri Pasolini vede prima degli altri le lucciole che pian piano si vanno spegnendo, oggi Marx che attiva il punto di vista dell'operaio sofferente... domani Tonino che vedrà?


Bene, oggi ho visto.
Ho visto la mia Smemoranda riempita sino al 25 gennaio.
Ho visto che il 25 gennaio ho aperto il mio blog e, semplicemente, ho fatto due più due: il fenomeno dei blog ha dato una coltellata al mondo dei diari "reali".
Io passavo ore a buttare sulla carta pensieri e citazioni, ora li lascio qui, sul mio blog.
E insieme a me migliaia di persone.


Ho fatto un giro nella blogosfera: centinaia e centinaia di blog che sono veri diari on-line... E ho ripensato alla stessa essenza del diario. Al controsenso che rappresenta.


Io ho una sorella e lei teneva un diario segreto.
Un giorno che lei era in campeggio con le amiche ho trovato il diario... l'ho letto e al ritorno di mia sorella c'è stata una zuffa memorabile e già allora mi spaccavo la testa: perché scrivere un diario se poi si vuole che nessuno lo legga? La testa continuo a spaccarmela quando leggo i blog personali...


Ripenso alla mia smemoranda 2003, lì, vuota per il 75% del volume totale e vedo il mio blog assiduamente aggiornato.


Sì, non ho dubbi: i blog hanno dato una coltellata all'uso dei diari. Forse è letale.
E se questo fosse il mio inedito punto di vista sul mondo?

Le lucciole di Pasolini e la morte della Smemoranda


E' stata la mia professoressa d'Italiano che mi ha messo questa pulce in testa.
Me lo ricordo bene: era l'ultimo anno di liceo e la prof. stava spiegando Pasolini. Ero nella mia terza fila a cullare i miei sogni in bikini, così, per tenerli in caldo per l'imminente estate.
Ero lì, terza fila accanto alla faccia semi-addormentata del mio compagno di banco, Calogero. Calogero passava il tempo a lisciare le curve della sua girl che occupava il banco davanti e io per sopravvivere a quelle smancerie dovevo tenere il cervello allenato. Lo facevo inventandomi storie.
Stavo dando vita a un romanzo pieno di zombi, sesso e okkupazioni quando il mio udito selettivo, ottenuto con anni e anni di allenamento, coglie una perla preziosa: i grandi sono grandi perchè hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.
Bella frase: la professoressa si riferiva all'articolo di Pasolini sulla progressiva scomparsa delle lucciole.


Due anni dopo
Sono all'Università, il prof. Mancini sta spiegando con trasporto i Manoscritti Economico-Filosofici di Marx e il mio udito selettivo ri-capta quella perla: i grandi hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.


I miei neuroni si sono messi in cerchio e hanno iniziato a discutere: ieri Pasolini vede prima degli altri le lucciole che pian piano si vanno spegnendo, oggi Marx che attiva il punto di vista dell'operaio sofferente... domani Tonino che vedrà?


Bene, oggi ho visto.
Ho visto la mia Smemoranda riempita sino al 25 gennaio.
Ho visto che il 25 gennaio ho aperto il mio blog e, semplicemente, ho fatto due più due: il fenomeno dei blog ha dato una coltellata al mondo dei diari "reali".
Io passavo ore a buttare sulla carta pensieri e citazioni, ora li lascio qui, sul mio blog.
E insieme a me migliaia di persone.


Ho fatto un giro nella blogosfera: centinaia e centinaia di blog che sono veri diari on-line... E ho ripensato alla stessa essenza del diario. Al controsenso che rappresenta.


Io ho una sorella e lei teneva un diario segreto.
Un giorno che lei era in campeggio con le amiche ho trovato il diario... l'ho letto e al ritorno di mia sorella c'è stata una zuffa memorabile e già allora mi spaccavo la testa: perché scrivere un diario se poi si vuole che nessuno lo legga? La testa continuo a spaccarmela quando leggo i blog personali...


Ripenso alla mia smemoranda 2003, lì, vuota per il 75% del volume totale e vedo il mio blog assiduamente aggiornato.


Sì, non ho dubbi: i blog hanno dato una coltellata all'uso dei diari. Forse è letale.
E se questo fosse il mio inedito punto di vista sul mondo?

giovedì 17 luglio 2003

La vendetta di SuperGiovane


Antefatto


Nella città senza nome all'ombra dello Splinder Building era un giorno come gli altri 364 del calendario di Max del 1998. S'erano tutti così affezionati alle tette di Alessia Marcuzzi che sarebbe stato per molti anni ancora il 1998.
Al Quartier Generale dei SuperBlog c'era Super Giovane che stava succhiando tranquillamente una mega coca-cola in attesa che Ciccio Bastardo uscisse di prigione con della 'robbba' veramente buona.
Clauz era lì, accanto al ventilatore con la sua bottiglia di Zedda Piras tra le mani.
Successe tutto in un attimo: Clauz starnutì e uno dei suoi Contaminatori andò a piazzarsi proprio in testa a SuperGiovane rovesciandogli la bibita sul Super costume.
"Clauz, mi vendicherò!"


***



Erano passati almeno tre mesi (nessuno ne poteva essere davvero sicuro: la tetta di febbraio era sempre lì) da quando Clauz aveva contaminato SuperGiovane. Al quartier generale tutto andava bene: la fuffa si stava velocemente diffondendo.
Clauz smanettava col suo Fuffa Aggregator quando SuperGiovane entrò di scatto con in mano teneva un cannone bestiale.

Clauz spalancò gli occhi, incredulo: Super Giovane si stava fumando il suo blog!
Clauz ebbe un sussulto: la sua lotta contro l'analfabetismo di andata e di ritorno aveva subito un duro colpo.


Intanto l'imprevisto e imprevedibile Dicotomico era restato nell'ombra a cercare di rimodernare il suo blog...
Dicotomico capì tutto al volo: "Cacchio, ma da quant'è che c'è sto calendario? Clauz, hai visto che zizze? Clauz? Clauz?"


Supergiovane ghignava sardonicamente, la sua vendetta era compiuta: Clauz era svenuto e il suo blog se l'era fumato! E proprio quello fu l'errore! Il blog di Clauz era un mega concentrato di fuffa, gli arrivò dritto in testa come un'intera piantagione di Maria Giovanna.
Supergiovane era lì, strafatto come un orango, Dicotomico dopo un pò capì e non perse tempo. Prese la sua Dicotomica Cinquecento e la spruzzò di Contaminatori.

La Cinquecento si impennò, fece una trottola di SuperGiovane e riuscì a renderlo inoffensivo.



Clauz rinvenne, risistemò il suo blog e regalò un nuovo template con le zizze di Alessia Marcuzzi a Dicotomico.


Finisce così un'altra avventura al Quartier Generale dei Super Blog, lì, nella città senza nome, all'ombra dello Splinder Building.