lunedì 26 aprile 2004

IT Il terrore che...

IT
Il terrore che sarebbe durato ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
S. King


Lo straniero
Oggi la mamma è morta, o forse ieri, non so.
Albert Camus 

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IT
Il terrore che sarebbe durato ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
S. King


Lo straniero
Oggi la mamma è morta, o forse ieri, non so.
Albert Camus 

domenica 18 aprile 2004

Che cosa c'è tra le ...

Che cosa c'è tra le cose umane che viva a lungo o abbia una durata consistente? Soltanto per la nostra debolezza e per la brevità della nostra vita, a mio giudizio, anche queste ci appaiono grandi. (B106) Se si prende in considerazione ciò, chi potrebbe allora pensare di essere felice e beato, - chi fra noi, che tutti, fin dal principio (come si dice quando si è iniziati ai misteri), siamo costruiti dalla natura come se dovessimo portare una pena? Perchè davvero divina è la parola degli antichi, quando dicono che l'anima deve pagare una pena, e che noi viviamo per l'espiazione di un qualche grande peccato. (B107) Mi sembra che questa immagine esprima bene l'unione dell'anima con il corpo: come si racconta che i prigionieri dei Tirreni spesso vengono sottoposti alla tortura di essere legati vivi a dei cadaveri, con il viso contro il viso e le membra unite insieme con le membra, allo stesso modo anche l'anima sembra distesa e incatenata a tutte le membra sensibili del corpo. (B108) Per gli uomini non c'è dunque nulla di divino e di beato, all'infuori di quell'unica cosa che sola merita i nostri sforzi, cioè quanto esiste in noi di intelligenza e capacità della mente. Di tutto ciò che è nostro, questo solo sembra incorruttibile, questo solo divino. (B109) Grazie alla nostra possibilità di partecipare di questa facoltà, la nostra vita, sebbene per natura misera e penosa, è così magnificamente ordinata che l'uomo, a paragone di degli altri esseri viventi, sembra essere un dio. (B110) Perchè giustamente dicono i poeti che "il nous è il dio in noi", e la "vita umana conserva qualche parte di un dio in sè". Si deve dunque filosofare, oppure congedarsi dalla vita e dipartirsi di qui; perchè ogni altra cosa appare soltanto chiacchiera insensata e vana diceria.


Aristotele, Protreptico

Ennesimo restyling p...

Ennesimo restyling per la virulenta bombasicilia. Fateci un giro...

Che cosa c'&egrave; tra le ...

Che cosa c'è tra le cose umane che viva a lungo o abbia una durata consistente? Soltanto per la nostra debolezza e per la brevità della nostra vita, a mio giudizio, anche queste ci appaiono grandi. (B106) Se si prende in considerazione ciò, chi potrebbe allora pensare di essere felice e beato, - chi fra noi, che tutti, fin dal principio (come si dice quando si è iniziati ai misteri), siamo costruiti dalla natura come se dovessimo portare una pena? Perchè davvero divina è la parola degli antichi, quando dicono che l'anima deve pagare una pena, e che noi viviamo per l'espiazione di un qualche grande peccato. (B107) Mi sembra che questa immagine esprima bene l'unione dell'anima con il corpo: come si racconta che i prigionieri dei Tirreni spesso vengono sottoposti alla tortura di essere legati vivi a dei cadaveri, con il viso contro il viso e le membra unite insieme con le membra, allo stesso modo anche l'anima sembra distesa e incatenata a tutte le membra sensibili del corpo. (B108) Per gli uomini non c'è dunque nulla di divino e di beato, all'infuori di quell'unica cosa che sola merita i nostri sforzi, cioè quanto esiste in noi di intelligenza e capacità della mente. Di tutto ciò che è nostro, questo solo sembra incorruttibile, questo solo divino. (B109) Grazie alla nostra possibilità di partecipare di questa facoltà, la nostra vita, sebbene per natura misera e penosa, è così magnificamente ordinata che l'uomo, a paragone di degli altri esseri viventi, sembra essere un dio. (B110) Perchè giustamente dicono i poeti che "il nous è il dio in noi", e la "vita umana conserva qualche parte di un dio in sè". Si deve dunque filosofare, oppure congedarsi dalla vita e dipartirsi di qui; perchè ogni altra cosa appare soltanto chiacchiera insensata e vana diceria.


Aristotele, Protreptico

Ennesimo restyling p...

Ennesimo restyling per la virulenta bombasicilia. Fateci un giro...

sabato 17 aprile 2004

Chi sono io, chi s...


Chi sono io, chi sei tu


Ho perso treni e donne,
sbagliato sogni,
disatteso speranze.
Ora subisco silenzi.
La giacca nera l'ho usata per troppi funerali
e al mio non ci sarò.
Inscatolati in legno vellutato
per capire - troppo presto -
che non serve a nulla
posteggiare tra due macchine, capire Kant
e il momento giusto per l'arrocco.
Ricorderò copertine e profumi
di libri,
di reggiseni,
di stilografiche.
Alla fine non capirò mai
chi sono io, chi sei tu.