domenica 18 marzo 2007

Maura superstar

MauraPicciotte care e picciotti cari

(nuova formula trinacriosa, calco del mozziano "Care voi, cari voi")



è con sommo orgoglio che vi rilancio questo pubblico elogio della direttrice della "mia" piccola BombaSicilia.

Segnalo che Maurina Gancitano, mia - su sua stessa definizione - praticamente gemella, ha un suo minisito (fatto da lei che con orgoglio vuole imparare in mezza giornata a programmare...): www.bombasicilia.it/maura



Una giovane portabandiera della provincia     

di Salvatore Mugno

La Sicilia - 9 marzo 2007    

   



"Solo pochi diventeranno scrittori, ma in centinaia ogni anno debuttano nelle riviste. Sedici dei tanti esordienti italiani del 2006, pescati nel gigantesco mare delle pubblicazioni cartacee e on-line da Mario Desiati, vengono proposti in quest'antologia come un'ipotesi, una scommessa...". È quanto si legge nel risvolto di copertina di Voi siete qui, raccolta di racconti nella quale figurano anche un paio di autori siciliani: il palermitano Giorgio Vasta (editor, consulente editoriale e docente di scrittura creativa) e la mazarese Maura Gancitano.



Si tratta della terza edizione di un «Best off»
, di cui, nel 2005 e 2006, sono stati curatori Antonio Pascale e Giulio Mozzi, nomi di spicco nel panorama letterario nazionale. Un'iniziativa decisamente meritoria per la «piccola» casa editrice romana, «in un tempo in cui le riviste di letteratura non incidono sulla realtà», quella di farsi «talent-scout» e punto di congiunzione tra aspiranti artisti e mondo editoriale. Certo, molti di loro «non saranno famosi», ma il loro lavoro sarà l'humus per nuove, future generazioni di «predestinati». Questo progetto, infatti, al di là delle più o meno aleatorie «scoperte» di talenti, offre una interessante summa dell'universo delle riviste letterarie operanti in Italia.



Maura Gancitano, giovanissima «portabandiera» della nostra un po' smarrita provincia, con quasi una laurea in Filosofia in tasca, vive in Lombardia e collabora da anni con periodici e siti internet di carattere letterario («BombaSicilia», dove è apparso il suo racconto selezionato, e «Vibrisselibri», soprattutto) ed è stata cosceneggiatrice del lungometraggio «Tuttotorna» (2005). Ventiduenne, ha già una grande conoscenza di «uomini e cose» delle patrie lettere e, presumibilmente, saprà ricavarsi uno spazio sempre maggiore e di più netta visibilità nell'editoria italiana: forse non come poetessa né come narratrice, magari come editor, critico letterario, direttore di rivista, saggista, docente... Ma alla sua età tutto è ancora possibile.

martedì 13 marzo 2007

l'allenato periodista che ogni tanto intervista

Scalici



L'Ambasciatore d'Italia a Montevideo

Guido Scalici



pala

Il Console d'Italia a Montevideo

Michele Pala



bertinotti



Il Presidente della Camera dei Deputati

Fausto Bertinotti

l'intervista sul sito della Camera





raso



L'avvocato Gianni Raso,

coordinatore della sede Rai di Montevideo







Il presidente dell'Ospedale Italiano di Montevideo



Lescano



Il Ministro uruguayano del Turismo e dello Sport

Hector Lescano



testoni



Il presidente della Scuola Italiana di Montevideo

Adriana Testoni



mena segarra



il direttore del Museo Storico Nazionale di Montevideo

Mena Segarra

l'allenato periodista che ogni tanto intervista

Scalici



L'Ambasciatore d'Italia a Montevideo

Guido Scalici



pala

Il Console d'Italia a Montevideo

Michele Pala



bertinotti



Il Presidente della Camera dei Deputati

Fausto Bertinotti

l'intervista sul sito della Camera





raso



L'avvocato Gianni Raso,

coordinatore della sede Rai di Montevideo







Il presidente dell'Ospedale Italiano di Montevideo



Lescano



Il Ministro uruguayano del Turismo e dello Sport

Hector Lescano



testoni



Il presidente della Scuola Italiana di Montevideo

Adriana Testoni



mena segarra



il direttore del Museo Storico Nazionale di Montevideo

Mena Segarra

lunedì 12 marzo 2007

latinoamericana

marquez

latinoamericana

marquez

Peccato carnale

Sono un carnivoro

di Gaston




Lo ammetto, adoro la carne. Mi piace tutta: bianca, rossa, a pois, cotta e cruda. Mi piace succulenta e sanguinolenta, rosolata, brasata, condita e speziata, scottata, saltata, steccata e lardellata, panata, marinata e pure bruciata.



asado Mi fermo di fronte alle vetrine dei macellai come fossero gioiellieri (l'analogia del resto non si ferma qui): immagino come servirei quel bel filettone rosso rubino, appena scottato sulla piastra; e quei fegatini!, da far sciogliere in bocca con un dito di cognac, due foglie d'alloro e qualche bacca di ginepro; mi commuovo per la fiorentina, che se non tornerà più in A, tornerà comunque nel mio piatto. Volo con la fantasia al ricordo di quella chianina accanto ad un uomo, vista in foto anni fa: una mucca enorme, gigantesca - l'uomo le arrivava ai garretti - uno smisurato trionfo di ciccia ambulante, un dono del cielo per noi carnivori. Sant'Anselmo deve averla sicuramente considerata fra le prove dell'esistenza di Dio. Poi mi scuoto e torno al presente; riprendo i sensi e vedo il macellaio che mi fissa perplesso mentre appanno la vetrina con l'alito. Un filo di bava traballa pericolosamente dall'angolo delle labbra.



Imbarazzante. 



Ma non ci posso fare niente, mangerei tutto ciò che cammina. Mentre faccio zapping, mi arresto su un documentario del National Geographic. Il solito ghepardo visto mille volte insegue la solita gazzella vista mille volte (credo che in realtà i documentaristi usino sempre lo stesso filmato). Lo scatto, due curve e poi i masseteri si rilasciano in una dilatazione misurata della mandibola (sì, pure quelli del ghepardo). Un bel morso secco e - oplà - la gazzella è servita. Vorrei essere lì anch'io, penso. Poi rifletto che è meglio di no, perché per festeggiare mangerei pure il ghepardo.



Verso mezzogiorno, comincio anche un po' ad esagerare. I miei mi hanno proibito da tempo di vedere "Linea verde". Anche "La prova del cuoco" è assolutamente off limits. In realtà evito pure le trasmissioni di medicina: una volta si parlava di valvole cardiache e mentre scorrevano le immagini mi sono sorpreso a pensare alle frattaglie e ai carciofi con la coratella. Beh, certo, mancano i carciofi.



Insomma, addentare una bistecca è un po' come addentare il gioioso valzer della vita. Siamo onnivori, mi si dice, ma credo che ciò sia vero solo per permetterci di finire il contorno. Dev'essere una di quelle meravigliose strategie della natura, finalizzata a mantenere in ordine l'intestino. I vegetariani dicono che mangiare carne rende aggressivi. Io quando mi lancio sui saltinbocca mi sento piuttosto tranquillo. Il vegano che ho di fronte invece ribadisce il concetto, guardandomi come fossi un perverito e digrignando i denti: "La carne fa mmaleeeeheheeee". A che, non me lo dice, ma sembra piuttosto irritato dal mio pasto. Credo che i nervi stiano venendo a lui e dunque non posso che concludere che i vegetariani debbano avere uno strano problema con l'aggressività (non ho capito se la loro o quella degli altri).



Io, dal canto mio, mangio anche il pesce. Certo, prima di finire nel mio piatto e di lì nello stomaco (attraverso un essenziale stazionamento a stretto contatto con le papille gustative), non camminava. Non respirava nemmeno, in senso stretto. Comunque, cribbio, si muoveva, dunque è commestibile. E io me lo mangio. Crudele? Bah, mi viene in mente quel cartone animato in cui il pescetto viene mangiato da un pesce uguale a lui ma un po' più grande che viene mangiato da un pesce uguale a lui ma un po' più grande che viene mangiato da un pesce uguale a lui ma un po' più grande che viene mangiato da un pesce uguale a lui ma decisamente grosso. A quel punto penso che se così deve essere, meglio essere quest'ultimo. E se anche non lo fossi, beh, finché non mi mangiano almeno mi sazio io.



Certo, essere mangiati non deve essere una grande esperienza - e se lo fosse poi non lo potresti raccontare, dunque non vale la pena comunque. Però non regge la teoria che non si debba mangiar carne perché l'animale soffre. Insomma, dimostratemi che una zucchina non soffre e forse possiamo discuterne. E poi suvvia, la cucina (della carne) è stato il primo atto culturale dell'uomo, prima ancora del meretricio (che quindi è il secondo mestiere più antico del mondo).



Comunque tutto questo parlare mi ha messo fame, vado a cercare il gatto che si deve essere nascosto da qualche parte.



micio micio micioooooooo..... 

Il viaggio presidenziale in America Latina

Il Presidente Bush in Uruguay


«Qui mi sento davvero a casa»




di Tonino Pintacuda


© La Gente d’Italia del 12/03/2007, pp. 4-5


Il momento più atteso di tutta la visita del Presidente degli Stati Uniti d’America in Uruguay – dal 9 all’11 marzo - dura appena venticinque densissimi minuti. Tanto è durata la conferenza stampa congiunta del Presidente Bush e del Presidente Vazquez , dalle 11.53 alle 12.18 dello scorso sabato nel suggestivo scenario del “Centro Visitantes” del Parque Anchorena di Colonia del Sacramento, a 190  chilometri dalla capitale dell’Uruguay, Montevideo.  


UNA NOTTE DI FOLLIA La notte prima il centro della città è stato assaltato dalla follia di uno sparuto gruppo di dissidenti che hanno espresso il loro dissenso distruggendo le vetrine dei Mac Donald di Montevideo. Rovinando così la marcia pacifica del Coordinamento Anti-imperialista formato da moltissime organizzazioni sociali per la difesa dei diritti umani, appoggiati dai potenti sindacati PIT.CNT che hanno collaborato con le autorità locali per il rispetto dell’ordine pubblico. Ciò nonn ha impedito le ormai solite scene di ordinaria follia, sempre troppo uguali alle precedenti: secondo gli specialisti di Intelligence si tratterebbe di un gruppo arrivato da Buenos Aires.


IL PREZZO DELLA SICUREZZA Nei giorni precedenti gli uomini del Presidente Bush avevano già provveduto a neutralizzare ogni pericolo possibile: come molti hanno scritto, il “Grande Fratello” americano ha trasformato per due giorni la pacifica Montevideo nella città più controllata del mondo. I computer, la linea adsl, i cellulari: tutti i feticci della nostra epoca sono stati sottoposti a un sistematico controllo che ha causato non pochi disagi alla cittadinanza. È l’inevitabile prezzo che tutto il mondo deve pagare dopo l’11 Settembre anche il servizio Google Earth ha subito palesi restrizioni, e secondo la stessa Cia due satelliti sono stati momentaneamente dirottati.  


UN ADDESTRAMENTO SPECIALE La polizia uruguayana ha avuto il privilegio di un addestramento “full immersion” dai famosissimi Swat (Special Weapons and Tactics) americani, uomini dalla faccia dura pronti ad affrontare qualunque situazione d’emergenza. Un corso intensivo che ha dato i suoi frutti. Solo otto arresti in una situazione rovente che poteva facilmente degenerare in una catastrofica guerriglia urbana.


I Nord Americani hanno offerto la loro collaborazione e le loro tecnologie, donate alla polizia locale per rimarcare la profonda amicizia con il popolo uruguayano.  


LA NECESSITA’ DI ACCORDI BILATERALI Come hanno rimarcato le Agenzie internazionali di notizie la molla di tutto sarebbe il crescente interesse per i trattati bilaterali di libero commercio tra il Cono Sud dell’America Latina e gli Stati Uniti, tutto ciò contrasta con gli accordi previsti tra i Paesi membri del Mercosur, che si ispirano all’Unione Europea per la costituzione di un reale mercato unico tra i Paesi dell’America Latina. Ma il Mercosur, come ci ha rivelato il Ministro del Turismo e dello Sport Lescano deve affrontare problemi che non erano stati previsti, primo fra tutti l’apertura dei ponti con l’Argentina (libero transito delle merci e delle persone), attualmente bloccati dai piqueteros argentini in seguito alla cosiddetta guerra delle cartiere.


LA RIUNIONE PARALLELA Una riunione parallela si svolgeva contemporaneamente a Buenos Aires tra il Presidente argentino Kirchner e il Presidente del Venezuela Chavez che, in un discorso pubblico, rilanciato da tutte le televisioni dell’America Latina, ha definito platealmente il Presidente Bush «un cadavere politico», rivendicando a gran voce il diritto alla legittima autodeterminazione dei popoli, criticando aspramente la politica estera degli Stati Uniti.


LA CONFERENZA STAMPA:

I PUNTI SALIENTI


bush e vazquez




LA RICONOSCENZA DELL’URUGUAY
Il Presidente dell’Uruguay Vazquez ha sintetizzato i due punti che gli stavano particolarmente a cuore: i cittadini uruguayani che vivono e lavorano negli Stati Uniti e la riconoscenza che quella che fu la Banda Oriental nutre nei confronti dell’Aquila Nord Americana.

Nessuno può dimenticare che – sono le stesse parole di Vazquez – «quando il nostro Paese visse la piu’ grande e brutale crisi economica della sua storia, furono proprio gli Stati Uniti e, in particolare proprio il Presidente Bush, a tenderci la mano».



Vazquez ha poi ricordato quando, ancora sindaco di Montevideo, il 5 dicembre di diciassette anni fa, ebbe il piacere di donare a George Bush padre le chiavi della città. Oggi quella amicizia fraterna è ancora più forte, tanto che il Presidente dell’Uruguay ha detto: continuiamo «lungo la strada che stiamo percorrendo che è quella del dialogo col Presidente degli Stati Uniti cercando di incrementare il nostro interscambio commerciale, la possibilità di aumentare l’esportazione del nostro lavoro negli Stati Uniti, aumentando l’interscambio scientifico, tecnologico e culturale con il “paese fratello” (el país hermano, sic!) per raggiungere una maggiore qualità di vita alle nostre popolazioni» (l’Uruguay è al momento il principale esportatore di software in America Latina, n.d.R.). 


LA RISPOSTA DI BUSH Il Presidente Bush ricorda ancora la visita di Vazquez allo Studio Ovale della Casa Bianca e si definisce pienamente d’accordo con le parole del suo omologo uruguayano, soprattutto si rivela vincente la scelta del luogo della conferenza stampa: «Mi sento davvero a casa qui. Lo sa? È così, nel mio Stato, il Texas, quando s’invita qualcuno nel proprio ranch è un segnale di rispetto, quindi la ringrazio davvero per questo gentile gesto d’ospitalità, in fin dei conti anche lei è texano!» 


L’esordio cordiale prosegue in una impeccabile conferenza stampa, con Bush che appoggia su tutta la linea lo spirito delle parole di Vazquez e si definisce estasiato dalla bontà della cucina uruguayana: soprattutto il delizioso asado, il piatto nazionale.


Senza dimenticare che tra le tradizioni secolari degli Stati Uniti, spicca prima fra tutte l’accoglienza.


le bandiere


 


Sulla stampa dell’America Latina


Bush le dijo a Vázquez que lo llame si necesita ayuda


Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.A su paso por Uruguay, el presidente de Estados Unidos dejó en claro su firme voluntad de fortalecer los vínculos con nuestro país.


El Pais, (Montevideo) 


En la marcha de la Coordinadora Antiimperialista se registraron incidentes


Miles de uruguayos repudiaron a Bush: la mayoría en paz y otros con violencia


La Republica (Montevideo)


Llegó Bush y hubo incidentes 

... A pocas horas del arribo de Bush a nuestro país, en una de las marchas que se desarrollaron ayer en la tarde, por la avenida 18 de Julio, la furia antiimperialista se hizo sentir. Hubo destrozos en locales de McDonald's y hasta en la iglesia "Pare de Sufrir". La Policía incautó bombas y hay varios detenidos. 

Ulimas Noticias (Montevideo)



Manifestaciones anti-Bush


La visita del presidente de Estados Unidos a América Latina se viste de matices de


protesta en diferentes puntos de la región.


BBC (en español)


Sob protestos, Bush se reúne com presidente uruguayo 

Bush chegou na sexta a Montevidéu, onde foi recebido com cartazes de ´fora´ e ´assassino´; Vázquez espera assinar um Tratado de Livre-Comércio com os EUA 

“Vázquez tem sugerido a possibilidade de assinar um Tratado de Livre-Comércio com os EUA para melhorar a economia local, o que irritou seus sócios no bloco Mercosul, integrado também por Argentina, Brasil, Paraguai e Venezuela”. Agenzie Efe e Reuters 

O Estado de Sao Paulo (San Paolo)


Bush en LatinoAmerica : la visita del presidente de EE.UU. a Uruguay  

Tabaré dijo a Bush que Uruguay no quiere irse del Mercosur  

Fue en la rueda de prensa de ambos mandatarios. Pero el uruguayo reclamó que los socios del mercado puedan tener relaciones comerciales bilaterales con otros países, algo que hoy prohíben los estatutos.


Clarín (Buenos Aires)


Bush, en busca del continente perdido

"Gracias, señor Chávez", tituló The New York Times su irónico editorial el día en que el archirrival del presidente venezolano, George W. Bush, se subió al Air Force One para emprender su octava y más larga gira por América latina. "Si se necesita de la demagogia de Chávez para incentivar a Washington a promover políticas más iluminadas en el continente americano, entonces bienvenida", explicó el diario.


La Nación (Buenos Aires) 


No hubo anuncios concretos tras la cumbre; Vazquez defendio el Mercosur


Bush y Tabaré hablaron pero no acordaron

Pagina 12, (Buenos Aires)


Sulla stampa italiana


Bush in Uruguay incontra Vazquez

Presidente Usa ribadisce impegno per l'America del Sud


(ANSA) - MONTEVIDEO, 11 MAR - Il Sudamerica “mi importa moltissimo”: cosi' Bush nel corso di una conferenza stampa con il presidente uruguayano Tabare' Vazquez. Bush ha affermato che il suo viaggio risponde al desiderio di lavorare insieme con i popoli dell'America Latina e realizzare l'integrazione di tutto il continente. Durante i suoi due mandati presidenziali gli Usa hanno raddoppiato l'entita' dei programmi di assistenza ai diversi paesi della regione, portandola da 800 a 1.600 milioni di dollari.


Ansa.it (Roma) 


Ventimila persone contro il capo della Casa Bianca: «Terrorista»


Manifestazioni anti-Bush anche in Uruguay


Il presidente americano continua fra le proteste il suo tour in Sud America. Chavez a Buenos Aires per un corteo parallelo


Corriere della Sera, (Milano) 


Il leader Usa punta sulla lotta alla povertà: "vogliamo aiutare, siamo amici" 

Il presidente venezuelano Chavez: "Vince la medaglia d'oro per l'ipocrisia"


Bush alla rinconquista del Sud America 

Disordini al suo arrivo in Brasile


La Repubblica (Roma)