Dalla mia mano l’autunno mangia la sua foglia: siamo amici
Sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:
il tempo ritorna nel guscio.
Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.
Il mio occhio scende sul sesso dell’amata:
ci guardiamo,
ci diciamo cose oscure,
ci amiamo l'un l'altra come papavero e memoria,
dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio di sangue della luna.
Stiamo abbracciati alla finestra, ci guardano dalla strada:
è tempo che si sappia!
E’ tempo che la pietra si decida a fiorire,
che l’inquietudine abbia un cuore che batte.
E’ tempo che sia tempo.
E’ tempo.
Paul Celan, CORONA da Papavero e Memoria, trad di Elisabetta Zoni
bhe?
RispondiEliminasi può essere tanto grandi di testa..quanto piccoli di cuore!!!
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