Respira triste questo blog, forse era necessario: dovevo alzare le dita dalla tastiera e gli occhi al cielo per rivedere quelle stelle che volevo commuovere.
Avevo dimenticato che quando mancano le stelle ci sono sempre i fuochi d'artificio a scacciare la notte, la notte che prima era solo dei poeti e dei gatti.
Un meteorite era piombato sui miei sogni mentre stavo lì a bere il mare che sbatteva uggiando sulla rena del bagnasciuga.
Tutto sapeva di buono e di irreale. Ero lì, pure la luna era caduta sulla spiaggia, liscia come i sogni di un innamorato. L'avevano puntellata i gendarmi delle canzoni di De Andrè per impedire che il sentiero per Oz andasse perduto per sempre.
E io m'ero preso una scarica di dubbi alla Charlie Brown.
Dubbi a bizzeffe, ma nessuna, nessuna paura. Forse non arriverà il racconto dirompente e rimbombante che tutti si aspettano, forse non (ri)troverò le parole per incollarvi a questo monitor. Forse non vanno cercate, sono lì, covano sotto quella gigantesca roccia che ci sbarra il cammino, forse sono lì, in quella fenditura e, semplicemente, aspettano.
domenica 8 maggio 2005
la letteratura sul sentiero interrotto
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