domenica 22 ottobre 2006

Il gioco grande. Presentazione a Palermo

Lunedì 30 ottobre alle 18 alla libreria Kursa al Kalhesa, a Palermo in via Foro Umberto I 21, alla presenza del sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia, dell’onorevole Francesco Forgiane (PRC) e del giornalista Marco Travaglio, sarà presentato “Il gioco grande – Ipotesi su Provenzano” (Editori Riuniti), scritto da Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco. Moderererà Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti Sicilia.



Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano

Edito da Editori Riuniti, 2006

168 pagine, € 12,00

di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza



Quarta di copertina

Quella che i media ci hanno raccontato finora è la «favola» della mafia a una dimensione; la storia minimalista di Provenzano, il padrino di una Cosa nostra arcaica e pre-tecnologica che tra lupara e cicoria ha concluso la sua parabola lontano dagli scenari occulti e ufficiali del potere. I segnali cifrati che filtrano dalle cronache, a partire dalla sua cattura, ci dicono però che Provenzano è qualcosa di diverso, qualcosa di più: l'attor di un gioco grande, di una strategia eversiva che ha portato l'Italia per l'ennesima volta sull'orlo del «golpe», utilizzando Cosa nostra come un plotone di esecuzione, ma soprattutto come un formidabile alibi per scaricarle addosso le responsabilità politiche e giudiziarie della stagione delle stragi.



Questo libro si interroga sul significato del termine «lotta alla mafia», riflette sulla convergenza di interessi tra «lupara proletaria» e «cervello borghese». Quella che offriamo è una lettura diversa, non sempre in linea con gli atteggiamenti ufficiali che formano il comune sentire sull'argomento, al punto che, forse, ai lettori profani, potrà apparire addirittura provocatoria . Ma non c'è altro modo (se non quello, appunto, del ragionamento serrato, della logica spinta alle estreme conseguenze), per stimolare coscienze addormentate, attraverso un'analisi laica, scrollata dei luoghi comuni che sono frutto di chiavi interpretative ormai vecchie.

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