Riempio le giornate con qualunque cosa mi distragga dal pensiero fisso e martellante delle dodici ore d'aereo per Buenos Aires e da lì un altro volo per Montevideo. Resterò lì per ottantasette giorni.
Dal 18 gennaio al 18 aprile.
A riempire pagine per il mio giornale.
Avevo sempre pensato di finire dietro una scrivania o una cattedra - di qualunque ordine e grado...
Qui in terra triangolare a masticare bile, balle e frustrazione. Vedevo perfino la polvere che nevicava lieve sulle valigie che m'hanno regalato per la laureasopra l'armadio del corridoio.
E invece tra otto giorni parto per l'Uruguay. Non finirò come il protagonista de "La vita è meravigliosa" ad aspettare un viaggio che non arriva mai.
Mancano sette giorni e non so nulla. Sono atterrito, sconvolto, stravolto e abbastanza giovane da prendere quello che non ho per andare a cercar fortuna a Montevideo. Vado a scrivere.
È successo davvero: alla fine mi pagano per scrivere.
Tra le mille cose da fare c'è un numero zero che cresce piano piano e un portale da riempire. Se volete sbirciare la bozza del portale fate pure, anzi andate, guardate e datemi qualche riscontro.
Solo un consiglio: procuratevi in qualsiasi modo la prima serie di "My name is Earl". E' splendido. E fate la lista...
Cos'è la lista?
Leggetela!
Non mi piace quella serie; tu l'hai fatta una lista?
RispondiEliminaFai bene a partire, magari torni migliore, e poi se stavolta non ci sarai nel giorno della mia laurea...mi renderai + serena.
ciao, vanadia.
ps. lo stai proprio gridando "qualcosa è cambiato", spero stavolta siano buoni "conigli" a venir fuori dal tuo cilindro.
Grazie degli auguri.
RispondiEliminaTonino
In bocca al lupo, Tonino!
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