giovedì 7 ottobre 2004

la perdita della spontaneita'

'Sto post l'ho schivato troppo a lungo. Ora, con meno problemi in zucca, e' giunto il momento di dedicare almeno una pedalata alla SPONTANEITA'.
Premessa: l'amico Coniglione ha dannatamente ragione [ http://coniglione.iobloggo.com/archive.php?blogid=2026&eid=269 ]


daX dixit: "La verita' e' che uomini e donne non si capiscono, e le storie d'amore viste dai due lati appaiono completamente diverse. Non c'e' niente da fare."


Ci siamo. Problemi di prospettiva? No.
Qua i motivi affondano nell'incompatibilita' tra 2 sguardi diversi sul mondo.
mi ricordo lo shock che provai allorche' compresi che lo stantuffamento orizzontale piaceva pure alle donne. Ai tempi manco sapevo bene come funzionasse tutta la faccenda, dai film e dai giornaletti sopra lo scaldabagno avevo capito che l'uomo dominava schiavette procaci a cui piaceva subire silenti.
Fu una mia amica delle medie, un gran puttanone, a dirmi la vera verita': "come piace a voi, piaceva anche a noi". Le donne potevano aver voglia solo di un'ingroppata senza strascichi emotivi o altre pacchiane beghinate. Puro e semplice scambio di liquidi organici e consumo piacevole di calorie.


Una svolta, un perno che apriva mondi di sensi nuovi. Anche le donne avevano gli istinti da tre padrenostri e cinque avemarie.


Detto cio', torniamo alla spontaneita'. quasi tutti ci ricordiamo quando la prima donna si e' presa la nostra verginita'. Riusciamo ad essere cosi' precisi col calendario quando si tratta di individuare l'istante in cui abbiamo detto addio alla ben piu' preziosa SPONTANEITA'?


Io me lo ricordo perche' l'ho capito due anni dopo. Ora se mi concentro l'attimo preciso lo becco di sicuro.
Era un sabato di giugno del 2002.
Ero andato a Palermo per comprare un libro per l'esame di Storia della Filosofia antica. La mia famiglia ne approfitta per andare a messa. Torniamo a casa e la troviamo svaligiata. Avevo lasciato il mio MOTOROLA V22 88 a ricaricare. Se lo portarono, insieme a tutto il resto.
Un terremoto avrebbe fatto meno male.
Da quella volta smisi di fare la cosa che mi riusciva meglio: non pianificare.



Odiavo programmare tutto. Bastava trovarsi al posto giusto e il resto si sarebbe addensato poi. Per intenderci, mai chiamato prima di andare da una donna. Prendevo la vecchia R4 verde pisello, le facevo ciucciare 10000 lire di Super e andavo lungo le curve della Statale a trovare tutte le donnine munite di tette degne d'attenzione.
Facevo la stessa cosa pure con le visite ufficiali, capitavo dalla mia Prof. del Liceo senza avvisare. Suonavo il citofono, se c'era sfumacchiavo mezza dozzina di camel 100's e sorseggiavo qualche bicchierino di un non meglio identificato rosolio su un divano zoppo che stava su dei vecchi libri di Svevo.



Violavo gli spazi delle vite altrui senza capirlo.
Poi di colpo, tutto all'aria. Avevano violentato la mia casa. Orribile. Smisi di andare a zonzo per accucchiare stentate pomiciate da stemperare poi con la rocchetta da 1 litro e mezzo opportunamente tenuta sotto il sedile.
Quest'estate ne ho avuto la conferma definitiva, bel bello camminavo come Gianni il Babbeo, biancovestito in tempi non sospetti (prima cioe' dell'apparizione della Bandana anglosarda), avevo voglia di leggermi il Corriere della Sera vicino alla spiaggia. Passo vicino a casa di una ex che ai tempi mi arrovento' parecchio il cuore ed ecco che la vedo uscire di sbieco. Vestita di panna, con i capelli finalmente degni di essere guardati. La vedo e non faccio nulla.
Il vecchio Tonino avrebbe attaccato bottone, avrebbe saggiato le possibilita' di un ritorno di fiamma.
Nulla. Il vuoto pneumatico tra amore e cranio.



Gia' ne avevo avuto qualche sentore quando i primi tempi dell'universita' le uscite cazzeggione andavano via via diradandosi. Ma qui era il punto massimo. Niente piu' balzi felini su prede ignare.
Ora telefono, messaggio, pianifico, progetto, calcolo e posticipo. Sono diventato vecchio.



Venerdi' scorso sugli sgoccioli di birra della Festa dell'Unita' di Palermo se ne parlava con una mia amica. Me ne esco cosi': "XXX, quando hai perduto la spontaneita'?"
Le tre xxx le metto perche', credetemi, non mi ricordavo come minchia si chiamasse (e pensare che due anni fa, ai tempi del furto, le stavo addosso come un mastino).
Lei che ha il cervello fino, risponde decisa: "la prima volta che mi sono innamorata. Davvero."



Diventi grande di colpo. Mentre ancora ammazzi i funghi di SuperMario o registri le puntate dei Simpson per i periodi di forzata astinenza. Cosi', come il vento va. Senza che capisci nulla. Ti ritrovi qualche metro sopra il cielo a guardare gli aquiloni e pensare alle certezze che avevi quando infilavi le dita nell'impasto della torta al cioccolato. Poi tutto passa. Ti ritrovi infilzatodalla progettualita' quotidiana. E so' caz*zi...  

sbanda come i sogni di un ubriaco

"E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? ... E cos'e' che volevi?"


La guardi di sbieco e di striscio, ripensi a quelle mattine che pareva una bestemmia stare incastrato a spegnersi piano nel banco di formica del liceo.
La riguardi, ti metti la faccia da bullo e dici: "Amico, ce l'hai con me? Stai parlando proprio con me?"
E imperterrito lui continua: "E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? ... E cos'e' che volevi?"


Sto verso l'ho sempre odiato. Perche' ti mette davanti alle illusioni che sbattono sui frangiflutti. Le vedi incrinarsi e svaporare via. Trattiamo spesso la Vita come la ragazza piu' bella della classe, ci affanniamo per aggrappare lei e le sue fossette.  E poi che rimane? Scopriamo che Miss Capezzolo della quarta E ha in testa l'apoteosi di tutti i deserti.sbanda come i sogni di un ubriaco
Peggio di Peppe a' Scimmia, buono solo a salmodiare formazioni calcistiche per rammendare la difesa dell'Italia.


Arrivi li', a meta, e niente. Non e' sempre vero che "la ruota vorticosa del nostro essere al mondo" si arresta, la bastarda circolare preferisce spiaccicarti sull'asfalto. E resti li', scornacchiando contro ogni aspettativa strascicata. Resti li', come quei pezzi di carta che s'appiccicano alle ruote della bici e poi girano, girano, girano sino a diventare solo una scheggia bianca quando prendi velocita' e le lacrime diventano cristalli salati ai lati degli occhi.


Nodi a profusione. Decido di fare il filo alla vita. Di nuovo. E scaccio un'immagine: Archimede Pitagorico che fa un pettine per calvi strappandogli semplicemente i denti.
Torno a meditare sul tema dell'anno e lascio tre poesie di Kavafis.
Hanno al centro la vita, beccata in momenti che sanno di triste e di cipolla. Il quotidiano gioco balordo degli incontri, l'estraneita' totale che tiene compagnia allo sciupavita e i barbari odiati, temuti e attesi.



PER QUANTO STA IN TE


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.


Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea.


LA CITTA'


Hai detto: "Per altre terre andro', per altro mare.
Altra citta', piu' amabile di questa, dove
ogni mio sforzo e' votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sara' pure. Fino a quando patiro' questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina".


Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La citta' ti verra' dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa citta'. Altrove, non sperare,
non c'e' nave non c'e' strada per te.
Perche' sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.


ASPETTANDO I BARBARI*


"Sull'agora', qui in folla, chi attendiamo?"
"I Barbari, che devono arrivare."
"E perche' i senatori non si muovono?
Che aspettano essi per legiferare?"
"E' che devono giungere, oggi, i Barbari.
Perche' dettare leggi? Appena giunti,
i Barbari, sara' compito loro."
"Perche' l'Imperatore s'e' levato
di buonora ed e' fermo sull'ingresso
con la corona in testa?."
"E' che i Barbari devono arrivare
e anche l'Imperatore sta ad attenderli
per riceverne il Duce; e tiene in mano
tanto di pergamena con la quale
gli offre titoli e onori."
"E perche' mai
sono usciti i due consoli e i pretori
in toghe rosse e ricamate? e portano
anelli tempestati di smeraldi,
braccialetti e ametiste?"
"E' che vengono i Barbari e che queste
cose li sbalordiscono."
"E perche'
gli oratori non son qui, come d'uso,
a parlare, ad esprimere pareri?"
E' che giungono i Barbari, e non vogliono
sentire tante chiacchiere."
"E perche'
tutti sono nervosi? (I volti intorno
si fanno gravi). Perche' piazze e strade
si vuotano ed ognuno torna a casa?"
"E' che fa buio e i Barbari non vengono,
e chi arriva di la' dalla frontiera
dice che non ce n'e' piu' neppur l'ombra."
"E ora che faremo senza i Barbari?
(Era una soluzione come un'altra,
dopo tutto...)."


(*trad. di Eugenio Montale)

sbanda come i sogni di un ubriaco

"E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? ... E cos'e' che volevi?"


La guardi di sbieco e di striscio, ripensi a quelle mattine che pareva una bestemmia stare incastrato a spegnersi piano nel banco di formica del liceo.
La riguardi, ti metti la faccia da bullo e dici: "Amico, ce l'hai con me? Stai parlando proprio con me?"
E imperterrito lui continua: "E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? ... E cos'e' che volevi?"


Sto verso l'ho sempre odiato. Perche' ti mette davanti alle illusioni che sbattono sui frangiflutti. Le vedi incrinarsi e svaporare via. Trattiamo spesso la Vita come la ragazza piu' bella della classe, ci affanniamo per aggrappare lei e le sue fossette.  E poi che rimane? Scopriamo che Miss Capezzolo della quarta E ha in testa l'apoteosi di tutti i deserti.sbanda come i sogni di un ubriaco
Peggio di Peppe a' Scimmia, buono solo a salmodiare formazioni calcistiche per rammendare la difesa dell'Italia.


Arrivi li', a meta, e niente. Non e' sempre vero che "la ruota vorticosa del nostro essere al mondo" si arresta, la bastarda circolare preferisce spiaccicarti sull'asfalto. E resti li', scornacchiando contro ogni aspettativa strascicata. Resti li', come quei pezzi di carta che s'appiccicano alle ruote della bici e poi girano, girano, girano sino a diventare solo una scheggia bianca quando prendi velocita' e le lacrime diventano cristalli salati ai lati degli occhi.


Nodi a profusione. Decido di fare il filo alla vita. Di nuovo. E scaccio un'immagine: Archimede Pitagorico che fa un pettine per calvi strappandogli semplicemente i denti.
Torno a meditare sul tema dell'anno e lascio tre poesie di Kavafis.
Hanno al centro la vita, beccata in momenti che sanno di triste e di cipolla. Il quotidiano gioco balordo degli incontri, l'estraneita' totale che tiene compagnia allo sciupavita e i barbari odiati, temuti e attesi.



PER QUANTO STA IN TE


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.


Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea.


LA CITTA'


Hai detto: "Per altre terre andro', per altro mare.
Altra citta', piu' amabile di questa, dove
ogni mio sforzo e' votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sara' pure. Fino a quando patiro' questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina".


Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La citta' ti verra' dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa citta'. Altrove, non sperare,
non c'e' nave non c'e' strada per te.
Perche' sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.


ASPETTANDO I BARBARI*


"Sull'agora', qui in folla, chi attendiamo?"
"I Barbari, che devono arrivare."
"E perche' i senatori non si muovono?
Che aspettano essi per legiferare?"
"E' che devono giungere, oggi, i Barbari.
Perche' dettare leggi? Appena giunti,
i Barbari, sara' compito loro."
"Perche' l'Imperatore s'e' levato
di buonora ed e' fermo sull'ingresso
con la corona in testa?."
"E' che i Barbari devono arrivare
e anche l'Imperatore sta ad attenderli
per riceverne il Duce; e tiene in mano
tanto di pergamena con la quale
gli offre titoli e onori."
"E perche' mai
sono usciti i due consoli e i pretori
in toghe rosse e ricamate? e portano
anelli tempestati di smeraldi,
braccialetti e ametiste?"
"E' che vengono i Barbari e che queste
cose li sbalordiscono."
"E perche'
gli oratori non son qui, come d'uso,
a parlare, ad esprimere pareri?"
E' che giungono i Barbari, e non vogliono
sentire tante chiacchiere."
"E perche'
tutti sono nervosi? (I volti intorno
si fanno gravi). Perche' piazze e strade
si vuotano ed ognuno torna a casa?"
"E' che fa buio e i Barbari non vengono,
e chi arriva di la' dalla frontiera
dice che non ce n'e' piu' neppur l'ombra."
"E ora che faremo senza i Barbari?
(Era una soluzione come un'altra,
dopo tutto...)."


(*trad. di Eugenio Montale)

mercoledì 6 ottobre 2004

domande esistenziali

Ora che pure io ho una casella gmail, che caz*zo me ne faccio?

dove il vento va

novita' | ho aggiornato il mio sito e pure la cronistoria con le ultime gocce di vita | cucuzze e' finito su gas-o-line con una bella critica di demetrio paolin | nuova grafica per gas-o-line | il cuore della mia tesi di laurea su Paul Celan | bombasicilia ora e' la fanzine trimestrale per macchiafogli mortali e innamorati |


P.S. il 30 settembre ho sostenuto l'ultimissimo esame di profitto, l'odiatissima linguistica generale [il mio primo (e unico) 26] Finite le materie, posso dedicarmi anima e corpo alla stesura degli ultimi capitoli della tesi.


Riepilogando: a dicembre la laurea di I livello in filosofia della conoscenza e della comunicazione e a febbraio dovrebbero iniziare le lezioni della laurea specialistica (Filosofia e Storia delle Idee - curriculum Estetica)

domande esistenziali

Ora che pure io ho una casella gmail, che caz*zo me ne faccio?

dove il vento va

novita' | ho aggiornato il mio sito e pure la cronistoria con le ultime gocce di vita | cucuzze e' finito su gas-o-line con una bella critica di demetrio paolin | nuova grafica per gas-o-line | il cuore della mia tesi di laurea su Paul Celan | bombasicilia ora e' la fanzine trimestrale per macchiafogli mortali e innamorati |


P.S. il 30 settembre ho sostenuto l'ultimissimo esame di profitto, l'odiatissima linguistica generale [il mio primo (e unico) 26] Finite le materie, posso dedicarmi anima e corpo alla stesura degli ultimi capitoli della tesi.


Riepilogando: a dicembre la laurea di I livello in filosofia della conoscenza e della comunicazione e a febbraio dovrebbero iniziare le lezioni della laurea specialistica (Filosofia e Storia delle Idee - curriculum Estetica)