lunedì 18 ottobre 2004

Libri aperti a meta'

Wislawa SZYMBORSKA, Amore a prima vista (da La fine e l'inizio)


Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li uni'.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza e' piu' bella.


Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?


Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.


Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.


Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedi' scorso
una fogliolina volo' via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?


Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.


Ogni inizio infatti
e' solo un seguito
e il libro degli eventi
e' sempre aperto a metà.

Libri aperti a meta'

Wislawa SZYMBORSKA, Amore a prima vista (da La fine e l'inizio)


Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li uni'.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza e' piu' bella.


Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?


Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.


Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.


Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedi' scorso
una fogliolina volo' via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?


Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.


Ogni inizio infatti
e' solo un seguito
e il libro degli eventi
e' sempre aperto a metà.

lunedì 11 ottobre 2004

la teoria del bonus

... Io credo - disse Talete - che la morte di una persona non dipenda mai da una malattia o un morbo che dir si voglia. Le malattie sono, diciamo cosi', dei trucchi con cui il Supremo Manovratore dissimula il vero meccanismo della vita e della morte, e cioe' il Bonus Vitale Individuale. Se mi consentite, esimi paracollegi, vi esporro' la "teoria del Bonus" abbozzata da Cornelis Noon nella sua Terza Fase Manicomiale e da me sviluppata e perfezionata. Codesta teoria sostiene che a ogni essere vivente prima della nascita viene assegnato un Bonus di attivita' vitali, che lo accompagnera' nel suo cammino terreno.


Per fare un esempio, nel Bonus sono compresi :


trecentomila birre


un milione e diciasettemila starnuti


trenta viaggi all'estero


la possibilita' di dire seicentosedicimila volta la parola "insomma"


seicentoventitre' pediluvi


un milione di gelati


tre grandi amori


nove biciclette


seicentodue bagni di mare


sessanta litri di lacrime


quarantasei chilometri di spaghetti


trecentosettantamila errori d'ortografia


quarantamila cruciverba


tre uscite di strada a centoventi


tremila ore di poker


dieci milioni e settemila tra sigarette, sigari e tiri di pipa


sedici grosse disillusioni ...


E cosi' via per un totale di circa 10 alla 14 voci.


- E come avete calcolato la cifra ? - chiese Siliconi.


- Ho detto "circa". Mettiamo allora che Tizio sia trovato morto per uno scaramaccino, infarto, ictus. Il medico non avra' dubbi : e' colpa del cuore trascurato, delle sigarette, dei trigliceridi. Nulla di piu' falso. Avrebbe potuto continuare a fumare e mangiare : la colpa e' dello sforamento del Bonus ! Lo scaramaccino e' stato solo l'arma del delitto, come avrebbe potuto esserlo un incidente stradale, o lo sbranamento da parte di una tigre, o un vaso di fiori da un ottavo piano. Tizio e' morto, ripeto, perche', un attimo prima dell'ictus, ha mangiato il miliounesimo gelato, o ha detto "insomma" una volta di troppo, o ha pianto una lacrima in piu' di quelle che gli erano consentite. Naturalmente, c'e' chi nasce particolarmente sfortunato : se un tale ha come Bonus un solo starnuto o un solo litro di latte, non gli servira' a nulla avere trecentomila scopate a disposizione. Il poveretto starnutira' o tettera' e lo troveranno secco nella culla. Un Bonus abbondante, ecco la vera salute !


- Ma come si puo' sapere qual'e' il nostro Bonus ? - domando' Satagius.


- Non si puo', ecco il punto ! Qua sta l'astuzia del Manovratore, che lo ha nascosto in chissa' quale inaccessibile sottocodice genetico. Perche' ? Perche' se noi sapessimo che la nostra vita e' sottoposta alla legge inesorabile di codesto Bonus, avremmo paura di tutto. Fumerebbe lei una sigaretta sapendo non gia' che fa venire il cancro (infatti lo sa e fuma lo stesso), ma che potrebbe essere l'ultima del Bonus ? Altro esempio : lei conosce una meravigliosa creatura di nome Rosalinda, ma anni prima ha gia' avuto una relazione con una fanciulla omonima. Non le verrebbe da pensare che il suo Bonus di Rosalinde ne comprenda una sola, o che il suo Bonus di baci con Rosalinde sia pericolosamente vicino all'esaurimento ? Per questo il Manovratore, nella sua divina scaltrezza, simula malattie, incidenti, fatalita' e noi tiriamo avanti consumando il nostro Bonus, e magari siamo in bilico sull'ultimo metro di tagliatella, abbiamo sulla punta della lingua la parola che ci uccidera', ignoriamo che ci restano solo due tramonti sul mare...


 


Da "ELIANTO" di Stefano Benni


 


 


la teoria del bonus

... Io credo - disse Talete - che la morte di una persona non dipenda mai da una malattia o un morbo che dir si voglia. Le malattie sono, diciamo cosi', dei trucchi con cui il Supremo Manovratore dissimula il vero meccanismo della vita e della morte, e cioe' il Bonus Vitale Individuale. Se mi consentite, esimi paracollegi, vi esporro' la "teoria del Bonus" abbozzata da Cornelis Noon nella sua Terza Fase Manicomiale e da me sviluppata e perfezionata. Codesta teoria sostiene che a ogni essere vivente prima della nascita viene assegnato un Bonus di attivita' vitali, che lo accompagnera' nel suo cammino terreno.


Per fare un esempio, nel Bonus sono compresi :


trecentomila birre


un milione e diciasettemila starnuti


trenta viaggi all'estero


la possibilita' di dire seicentosedicimila volta la parola "insomma"


seicentoventitre' pediluvi


un milione di gelati


tre grandi amori


nove biciclette


seicentodue bagni di mare


sessanta litri di lacrime


quarantasei chilometri di spaghetti


trecentosettantamila errori d'ortografia


quarantamila cruciverba


tre uscite di strada a centoventi


tremila ore di poker


dieci milioni e settemila tra sigarette, sigari e tiri di pipa


sedici grosse disillusioni ...


E cosi' via per un totale di circa 10 alla 14 voci.


- E come avete calcolato la cifra ? - chiese Siliconi.


- Ho detto "circa". Mettiamo allora che Tizio sia trovato morto per uno scaramaccino, infarto, ictus. Il medico non avra' dubbi : e' colpa del cuore trascurato, delle sigarette, dei trigliceridi. Nulla di piu' falso. Avrebbe potuto continuare a fumare e mangiare : la colpa e' dello sforamento del Bonus ! Lo scaramaccino e' stato solo l'arma del delitto, come avrebbe potuto esserlo un incidente stradale, o lo sbranamento da parte di una tigre, o un vaso di fiori da un ottavo piano. Tizio e' morto, ripeto, perche', un attimo prima dell'ictus, ha mangiato il miliounesimo gelato, o ha detto "insomma" una volta di troppo, o ha pianto una lacrima in piu' di quelle che gli erano consentite. Naturalmente, c'e' chi nasce particolarmente sfortunato : se un tale ha come Bonus un solo starnuto o un solo litro di latte, non gli servira' a nulla avere trecentomila scopate a disposizione. Il poveretto starnutira' o tettera' e lo troveranno secco nella culla. Un Bonus abbondante, ecco la vera salute !


- Ma come si puo' sapere qual'e' il nostro Bonus ? - domando' Satagius.


- Non si puo', ecco il punto ! Qua sta l'astuzia del Manovratore, che lo ha nascosto in chissa' quale inaccessibile sottocodice genetico. Perche' ? Perche' se noi sapessimo che la nostra vita e' sottoposta alla legge inesorabile di codesto Bonus, avremmo paura di tutto. Fumerebbe lei una sigaretta sapendo non gia' che fa venire il cancro (infatti lo sa e fuma lo stesso), ma che potrebbe essere l'ultima del Bonus ? Altro esempio : lei conosce una meravigliosa creatura di nome Rosalinda, ma anni prima ha gia' avuto una relazione con una fanciulla omonima. Non le verrebbe da pensare che il suo Bonus di Rosalinde ne comprenda una sola, o che il suo Bonus di baci con Rosalinde sia pericolosamente vicino all'esaurimento ? Per questo il Manovratore, nella sua divina scaltrezza, simula malattie, incidenti, fatalita' e noi tiriamo avanti consumando il nostro Bonus, e magari siamo in bilico sull'ultimo metro di tagliatella, abbiamo sulla punta della lingua la parola che ci uccidera', ignoriamo che ci restano solo due tramonti sul mare...


 


Da "ELIANTO" di Stefano Benni


 


 


domenica 10 ottobre 2004

aggiornamenti

il numero 1 della nuova bombasicilia e' on-line.


nella sezione MEMORIE c'e' pure l'antologia dicotomica, un anno di dicotomici furori.

aggiornamenti

il numero 1 della nuova bombasicilia e' on-line.


nella sezione MEMORIE c'e' pure l'antologia dicotomica, un anno di dicotomici furori.

giovedì 7 ottobre 2004

la perdita della spontaneita'

'Sto post l'ho schivato troppo a lungo. Ora, con meno problemi in zucca, e' giunto il momento di dedicare almeno una pedalata alla SPONTANEITA'.
Premessa: l'amico Coniglione ha dannatamente ragione [ http://coniglione.iobloggo.com/archive.php?blogid=2026&eid=269 ]


daX dixit: "La verita' e' che uomini e donne non si capiscono, e le storie d'amore viste dai due lati appaiono completamente diverse. Non c'e' niente da fare."


Ci siamo. Problemi di prospettiva? No.
Qua i motivi affondano nell'incompatibilita' tra 2 sguardi diversi sul mondo.
mi ricordo lo shock che provai allorche' compresi che lo stantuffamento orizzontale piaceva pure alle donne. Ai tempi manco sapevo bene come funzionasse tutta la faccenda, dai film e dai giornaletti sopra lo scaldabagno avevo capito che l'uomo dominava schiavette procaci a cui piaceva subire silenti.
Fu una mia amica delle medie, un gran puttanone, a dirmi la vera verita': "come piace a voi, piaceva anche a noi". Le donne potevano aver voglia solo di un'ingroppata senza strascichi emotivi o altre pacchiane beghinate. Puro e semplice scambio di liquidi organici e consumo piacevole di calorie.


Una svolta, un perno che apriva mondi di sensi nuovi. Anche le donne avevano gli istinti da tre padrenostri e cinque avemarie.


Detto cio', torniamo alla spontaneita'. quasi tutti ci ricordiamo quando la prima donna si e' presa la nostra verginita'. Riusciamo ad essere cosi' precisi col calendario quando si tratta di individuare l'istante in cui abbiamo detto addio alla ben piu' preziosa SPONTANEITA'?


Io me lo ricordo perche' l'ho capito due anni dopo. Ora se mi concentro l'attimo preciso lo becco di sicuro.
Era un sabato di giugno del 2002.
Ero andato a Palermo per comprare un libro per l'esame di Storia della Filosofia antica. La mia famiglia ne approfitta per andare a messa. Torniamo a casa e la troviamo svaligiata. Avevo lasciato il mio MOTOROLA V22 88 a ricaricare. Se lo portarono, insieme a tutto il resto.
Un terremoto avrebbe fatto meno male.
Da quella volta smisi di fare la cosa che mi riusciva meglio: non pianificare.



Odiavo programmare tutto. Bastava trovarsi al posto giusto e il resto si sarebbe addensato poi. Per intenderci, mai chiamato prima di andare da una donna. Prendevo la vecchia R4 verde pisello, le facevo ciucciare 10000 lire di Super e andavo lungo le curve della Statale a trovare tutte le donnine munite di tette degne d'attenzione.
Facevo la stessa cosa pure con le visite ufficiali, capitavo dalla mia Prof. del Liceo senza avvisare. Suonavo il citofono, se c'era sfumacchiavo mezza dozzina di camel 100's e sorseggiavo qualche bicchierino di un non meglio identificato rosolio su un divano zoppo che stava su dei vecchi libri di Svevo.



Violavo gli spazi delle vite altrui senza capirlo.
Poi di colpo, tutto all'aria. Avevano violentato la mia casa. Orribile. Smisi di andare a zonzo per accucchiare stentate pomiciate da stemperare poi con la rocchetta da 1 litro e mezzo opportunamente tenuta sotto il sedile.
Quest'estate ne ho avuto la conferma definitiva, bel bello camminavo come Gianni il Babbeo, biancovestito in tempi non sospetti (prima cioe' dell'apparizione della Bandana anglosarda), avevo voglia di leggermi il Corriere della Sera vicino alla spiaggia. Passo vicino a casa di una ex che ai tempi mi arrovento' parecchio il cuore ed ecco che la vedo uscire di sbieco. Vestita di panna, con i capelli finalmente degni di essere guardati. La vedo e non faccio nulla.
Il vecchio Tonino avrebbe attaccato bottone, avrebbe saggiato le possibilita' di un ritorno di fiamma.
Nulla. Il vuoto pneumatico tra amore e cranio.



Gia' ne avevo avuto qualche sentore quando i primi tempi dell'universita' le uscite cazzeggione andavano via via diradandosi. Ma qui era il punto massimo. Niente piu' balzi felini su prede ignare.
Ora telefono, messaggio, pianifico, progetto, calcolo e posticipo. Sono diventato vecchio.



Venerdi' scorso sugli sgoccioli di birra della Festa dell'Unita' di Palermo se ne parlava con una mia amica. Me ne esco cosi': "XXX, quando hai perduto la spontaneita'?"
Le tre xxx le metto perche', credetemi, non mi ricordavo come minchia si chiamasse (e pensare che due anni fa, ai tempi del furto, le stavo addosso come un mastino).
Lei che ha il cervello fino, risponde decisa: "la prima volta che mi sono innamorata. Davvero."



Diventi grande di colpo. Mentre ancora ammazzi i funghi di SuperMario o registri le puntate dei Simpson per i periodi di forzata astinenza. Cosi', come il vento va. Senza che capisci nulla. Ti ritrovi qualche metro sopra il cielo a guardare gli aquiloni e pensare alle certezze che avevi quando infilavi le dita nell'impasto della torta al cioccolato. Poi tutto passa. Ti ritrovi infilzatodalla progettualita' quotidiana. E so' caz*zi...