martedì 9 agosto 2005

la legge del saggio orsacchiotto






Dice la legge del saggio orsacchiotto:

meglio un bel libro al cesso

che un libro di merda in salotto.



Stefano Benni

lunedì 8 agosto 2005

vecchi e nuovi nemici

La mia storica nemesi verbo-visiva, quel peperone di Supergiovane aveva detto che chiudeva i battenti. E, invece, il 28 luglio, quasi due anni dopo la nostra prima battaglia ha sganciato un comunicato misterioso. Meno 22. Non si sa cosa ma qualcosa di certo avverrà.

E allora ripassiamo la storia. Quando Splinder era giovane...



la prima battaglia



l'epilogo provvisorio



Ancora l'implume ma talentuoso Johnny Bravo deve mangiarne di pane duro. Perché il sottoscritto per due volte ha avuto perfino il sommo onore di scrivere sopra il pon pon del Coniglione. Chiedetelo a daX... o cercate negli archivi rosa della fine d'ottobre del 2004. Ora vado che la valigia devo chiuderla facendoci sedere sopra tutte le mie zie.

vecchi e nuovi nemici

La mia storica nemesi verbo-visiva, quel peperone di Supergiovane aveva detto che chiudeva i battenti. E, invece, il 28 luglio, quasi due anni dopo la nostra prima battaglia ha sganciato un comunicato misterioso. Meno 22. Non si sa cosa ma qualcosa di certo avverrà.

E allora ripassiamo la storia. Quando Splinder era giovane...



la prima battaglia



l'epilogo provvisorio



Ancora l'implume ma talentuoso Johnny Bravo deve mangiarne di pane duro. Perché il sottoscritto per due volte ha avuto perfino il sommo onore di scrivere sopra il pon pon del Coniglione. Chiedetelo a daX... o cercate negli archivi rosa della fine d'ottobre del 2004. Ora vado che la valigia devo chiuderla facendoci sedere sopra tutte le mie zie.

m'abbuttò

M'abbuttò la minchia. Di voi, dei vostri non commenti, di Ego Confuso e dei suoi dodicimila cambiamenti (forse perchè lo volevo io l'header con Johnny Bravo) e di tutte le blog puttanate, delle adolescenti che ci raccontano dei problemi della loro versione di greco o della prima volta che si sono cacciate su un assorbente interno.

E va bene, voglio passare alla storia come il blog meno commentato della storia.
Perché sottoscrivo quello che dice il saggio Yoshi:
"Sì perchè, dovete sapere, io non sono per niente uno spirito romantico. La mia aspirazione è quella di raggiungere una certa tranquillità economica che mi permetta di vivere sereno. Terribilmente piccolo-borghese? Può essere. Ma di solito chi dice ad un altro ma come sei piccolo-borghese! ha il culo parato che più parato non si può
Magari chissà, un giorno potrei fare il botto, decidere insieme alla Controparte di levare l'ancora e andarmene via. Niente è da escludere. Al momento però io resto qui. Resto qui e mi incazzo, ma poi mangio una pizza e mi passa."

Questo solo per dirvi che vado in vacanza e mi mancherete pure voi e i vostri silenzi.

un'intera notte faccia a faccia col nulla

Leggo Dylan Dog da più di dieci anni, dieci anni in cui sia io che lui siamo cambiati. Perché si cambia sempre per non finire lassù tra idrogeno e ossigeno a masticare rimorsi.
Mi ingolfo spesso.
Tra parole che già ieri masticai. Prima scrivevo per non sentirmi solo ma te l'ho detto, per te smetterei pure oggi, pure ora di danzare sui tasti di quest'alfabeto di plastica.
Dimmelo e ti risponderò. Nell'unico modo in cui sono capace, lasciando che siano le mie azioni a parlare per me.

Chiedimi di smettere e lo farò, come ho lasciato perdere i sogni delle nuvole parlanti sino a quando ti incontrai, come già dissi addio al fumo che uccide, a quello che consola, a quello che fa dimenticare. Perché il papavero bacia la memoria e lì, nel crepaccio, in fondo al ghiacciaio mi sono ritrovato a cercare me e me soltanto. Ho pianto sì, ho pianto. Per me, per Paul, per sua madre, per me. Di nuovo.
Con la macchina che arrancava, curva dopo curva ad aspettare la mia prima giornata senza pretese.
Dimmelo che non ero lì per caso, che qualcun altro ci aveva spedito lì. In mezzo ai pesci o in mezzo ai libri, non m'importa.
Rimanda indietro un'altra pizza che questa mia basta per tutte e due.
E sarà sempre così.
Non penso che non riuscirò più a scrivere. Lo sto già facendo. Queste finestre le apro solo per te.
Per farci respirare di nuovo.
Perché l'amore che strappa i capelli è tornato.


«Certo è necessario che almeno una volta nella vita un uomo si spinga fuori; egli deve accostare a sé almeno una volta in trepida meditazione la fiala preziosa, egli deve essersi sentito almeno una volta in tutta la propria terribile povertà, solitudine e lacerazione dal mondo intero ed essere rimasto un'intera notte faccia a faccia con il nulla»
Franz Rosenzweig, La stella della redenzione.

m'abbuttò

M'abbuttò la minchia. Di voi, dei vostri non commenti, di Ego Confuso e dei suoi dodicimila cambiamenti (forse perchè lo volevo io l'header con Johnny Bravo) e di tutte le blog puttanate, delle adolescenti che ci raccontano dei problemi della loro versione di greco o della prima volta che si sono cacciate su un assorbente interno.

E va bene, voglio passare alla storia come il blog meno commentato della storia.
Perché sottoscrivo quello che dice il saggio Yoshi:
"Sì perchè, dovete sapere, io non sono per niente uno spirito romantico. La mia aspirazione è quella di raggiungere una certa tranquillità economica che mi permetta di vivere sereno. Terribilmente piccolo-borghese? Può essere. Ma di solito chi dice ad un altro ma come sei piccolo-borghese! ha il culo parato che più parato non si può
Magari chissà, un giorno potrei fare il botto, decidere insieme alla Controparte di levare l'ancora e andarmene via. Niente è da escludere. Al momento però io resto qui. Resto qui e mi incazzo, ma poi mangio una pizza e mi passa."

Questo solo per dirvi che vado in vacanza e mi mancherete pure voi e i vostri silenzi.

un'intera notte faccia a faccia col nulla

Leggo Dylan Dog da più di dieci anni, dieci anni in cui sia io che lui siamo cambiati. Perché si cambia sempre per non finire lassù tra idrogeno e ossigeno a masticare rimorsi.
Mi ingolfo spesso.
Tra parole che già ieri masticai. Prima scrivevo per non sentirmi solo ma te l'ho detto, per te smetterei pure oggi, pure ora di danzare sui tasti di quest'alfabeto di plastica.
Dimmelo e ti risponderò. Nell'unico modo in cui sono capace, lasciando che siano le mie azioni a parlare per me.

Chiedimi di smettere e lo farò, come ho lasciato perdere i sogni delle nuvole parlanti sino a quando ti incontrai, come già dissi addio al fumo che uccide, a quello che consola, a quello che fa dimenticare. Perché il papavero bacia la memoria e lì, nel crepaccio, in fondo al ghiacciaio mi sono ritrovato a cercare me e me soltanto. Ho pianto sì, ho pianto. Per me, per Paul, per sua madre, per me. Di nuovo.
Con la macchina che arrancava, curva dopo curva ad aspettare la mia prima giornata senza pretese.
Dimmelo che non ero lì per caso, che qualcun altro ci aveva spedito lì. In mezzo ai pesci o in mezzo ai libri, non m'importa.
Rimanda indietro un'altra pizza che questa mia basta per tutte e due.
E sarà sempre così.
Non penso che non riuscirò più a scrivere. Lo sto già facendo. Queste finestre le apro solo per te.
Per farci respirare di nuovo.
Perché l'amore che strappa i capelli è tornato.


«Certo è necessario che almeno una volta nella vita un uomo si spinga fuori; egli deve accostare a sé almeno una volta in trepida meditazione la fiala preziosa, egli deve essersi sentito almeno una volta in tutta la propria terribile povertà, solitudine e lacerazione dal mondo intero ed essere rimasto un'intera notte faccia a faccia con il nulla»
Franz Rosenzweig, La stella della redenzione.