mercoledì 17 marzo 2004

Dalla mia mano l�aut...

Dalla mia mano l’autunno mangia la sua foglia: siamo amici


Sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:


il tempo ritorna nel guscio.


Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.


Il mio occhio scende sul sesso dell’amata:
ci guardiamo,
ci diciamo cose oscure,
ci amiamo l'un l'altra come papavero e memoria,
dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio di sangue della luna.


Stiamo abbracciati alla finestra, ci guardano dalla strada:
è tempo che si sappia!
E’ tempo che la pietra si decida a fiorire,
che l’inquietudine abbia un cuore che batte.
E’ tempo che sia tempo.


E’ tempo.


Paul Celan, CORONA da Papavero e Memoria, trad di Elisabetta Zoni

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