Chi sono io, chi sei tu
Ho perso treni e donne,
sbagliato sogni,
disatteso speranze.
Ora subisco silenzi.
La giacca nera l'ho usata per troppi funerali
e al mio non ci sarò.
Inscatolati in legno vellutato
per capire - troppo presto -
che non serve a nulla
posteggiare tra due macchine, capire Kant
e il momento giusto per l'arrocco.
Ricorderò copertine e profumi
di libri,
di reggiseni,
di stilografiche.
Alla fine non capirò mai
chi sono io, chi sei tu.
non si può capire chi siamo, l'uomo è un essere imprevedibile in continuo divenire come il mondo. Se capissimo i perchè il mondo non avrebbe senso. Un Saluto virtuale, Vissia
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