La campanella si era allenata sin da maggio, giorno dopo giorno suonava sempre più presto, un minuto alla volta aveva guadagnato mezz'ora nel personalissimo fuso orario dello zio Filippo. Alle 12 e 35 il trillo rimbalzò sui banchi e sulle lavagne in cui tutti avevano scritto i loro buoni propositi, in cui campeggiava l'impegno comune di infilare lo sfilatino in più fanciulle possibili, era quello uno dei pochi pregi nel frequentare l'istituto tecnico, essendo tutti maschi uno poteva tranquillamente puzzare, scoreggiare e fuggire dalla doccia quotidiana che quelli del Liceo dovevano farsi per convivere accanto ai brufoli delle verginelle. Noi potevamo saltare tutta la trafila ormonale e piazzarci subito in pole position con le donnine appena sbocciate.
Eravamo rozzi e bisognosi di cure e le donne si sa, aspirano ad avere un cucciolotto da crescere e svezzare. Se sei bello pettinato e profumato non attiri la pietà femminile, basta trascurare per qualche mese le più elementari norme igieniche per trovare un plotone di infermierine pronte a metterti in tiro.
O almeno così ci aveva detto Francesco Paolo rincoglionendoci ricreazione dopo ricreazione.
Noi ci affidavamo a lui che si vantava di aver visto più fiche di tutto l'ordine mondiale dei ginecologi. Qualcuno malignava che poteva essere pur vero se si faceva rientrare nel computo tutte le fiche slabbrate stampate su carta su cui Francesco Paolo aveva perso la vista. Lui non si curava delle malelingue, si pettinava le sopracciglia con una spazzola d'acciaio fregata all'officina dello zio e si smerigliava qualche brufolo sparandosi un segone tra le pagine del manuale di informatica.
continua
avantiiiii
RispondiEliminaOT: Tu conosce tre allegri ragazzi morti?
RispondiElimina