«La parola umana è come una caldaia crepata, componiamo melodie buone per far ballare gli orsi, mentre vorremmo commuovere le stelle»
Flaubert, Madame Bovary
Un gesto: non scriverò più sino a quando non avrò qualcosa di dannatamente buono tra l'amore, il cranio e la tastiera. Prima di diventare una puttana della parola vado a respirare un po’ di vita e digerisco abbastanza eventi per rimpolpare l'encefalo scriptorio. MI sono asciugato tutte le (dis)avventure adolescenziali che, troppo spesso, destoricizziamo scagliandole nel mito.
Cerco un nuovo linguaggio e mi ingolfo in parole già dette.
Come uscire dall'impasse?
Ovvio: con una bella crisi, recuperandone il senso dell'originale cernita.
Io sono alla ricerca.
Mi è venuta a trovare un'immagine pescata nel dimenticatoio pre-adolescenziale, quando mia sorella mi faceva assorbire film come Piccole Donne e Pollyanna, proprio in Piccole Donne c'è la scena finale in cui il Professore tedescofono dice a Jo di smetterla di accavallare
parole e andare all'essenziale, cosa che a Jo riesce quando smette di scrivere di vampiri per narrare della morte di Beth.
Ecco, vado alla ricerca della mia "morte di Beth".
sabato 7 maggio 2005
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ti faccio i miei migliori augurida siciliano a siciliano
RispondiElimina"l'essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che con il cuore". Prima di fare crisi dovresti fare epochè...Il più grande amico delle parole è il cuore. Ciao, simona.
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