sabato 17 dicembre 2005

Raffaele Ibba. Natale precario I

In questo sacro malfatto di rosa e cielo
in questo losco impasto di venti settentrione
in tanto abbandonarsi ad incerte bellezze
al mezzo di sollazzi dementi capitali droghe
sono nutrite scherane schiere dentro vicoli
sfatti tra baracche di gesti antichi riveduti
sopra qualche selciato quasiurbano polvere
e miseria nutrita a lussi se lei è bella,
ma lei è bella.

Intingoli di progresso e di non altrovi raggrinziti
in piccole falangi organizzate ad opliti minori
e microbe legioni di soldati bambini
a maggior vantaggio sociale per il mio computer
e la occupazione precaria in carica ben nutrita
con ogni contro alle rivolte di teli di vetro
sogni di pane.

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