Lo scrittore Demetrio Paolin, autore del terzo libro della prima terna Untitl.Ed segnala l'imminente uscita della seconda terna e in altri lidi, nel fluire libero del dialogo quotidiano della redazione di BombaSicilia, tra una mail e l'altra ha scritto la verità sul precariato, una verità indigesta e indigeribile, come ogni buona verità:
a me non mi interessa che mi si descriva il fenomeno della precarietà: io
vorrei capire cosa sta dentro questa precarietà
e io non ci sento nostalgia.
di cosa direte voi?
ma di saper fare un lavoro.
Il vero problema della mia, nostra, generazione è questo: il non renderci
conto che non sappiamo fare. Che conosciamo a menadito certe cose, ma non
sappiamo fare.
è questa nostalgia del saper fare che vorrei venisse evidenziata. e non la
scusa di prendere la precarietà come un altro orizzonte dove poter fare i
finto maledetti boheimen del cazzo.
vera verità un cazzo. al paolin direi che di solito non do pareri sull'essere orfani. per il semplice fatto che non lo sono
RispondiEliminaPenso che paolin possa parlare in prima persona in quanto CO CO CO flessibile e felice presso l'ufficio stampa di un grande sindacato. La dimensione del fare, il recupero dell'uomo poietico è un filone interessante, la nostalgia del fare impregna davvero questi anni nostri, tutti a discettare a cercare pretesti per sifilidi intelettuali e vane promesse pre e postelettorali. mi preparo spiritualmente all'ennesimo colloquio di lavoro, luciderò le scarpe e il sorriso e andrò col CV in mano a vendere me e i miei pochi talenti.Tonino
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