martedì 31 ottobre 2006

E l'avventura di BombaCarta continua

Andrea Monda, tolkeniano di prim'ordine, continua a realizzare i suoi particolarissimi resoconti sull'annuale incontro dei rappresentati delle varie realtà della Federazione BombaCarta.

L'anno scorso eravamo rimasti qui. Ecco il seguito:




Il concilio di Spadaro



 “Questo è il motivo per il quale siete stati tutti chiamati qui. Chiamati, dico, pur non avendovi io chiamati a me, stranieri di remoti paesi. Siete venuti e vi siete incontrati, in questo breve lasso di tempo, parrebbe quasi per caso. Eppur non è così. Sappiate che è stato ordinato che noi seduti in questo luogo, noi e non altri dobbiamo trovare una soluzione al pericolo che corre il mondo”
.

Così il saggio Elrond introduce il Concilio da lui convocato. Così, più o meno, poteva introdurre i lavori anche Antonio Spadaro domenica 29 ottobre, all’inizio del secondo Concilio di BombaCarta.



Per fortuna non c’era da “trovare una soluzione al pericolo che corre il mondo” ma c’erano, questo sì,  diversi partecipanti “stranieri di remoti paesi”.



C’era Alessio, dalla landa di Urbino, nobile e solitario, Alessio dei Lincei, cavaliere senza macchia e senza paura, intento a lottare con i giganti e gli orchi delle banche e delle istituzioni pubbliche, forse sconfitto ma mai domo. Un esempio da seguire, che incoraggia e deve essere incoraggiato.



C’era l’allegra brigata sicula, capitanata dal buon Tonino, spavaldo ed energico come al solito, contagioso e coinvolgente, con tre splendidi cavalieri al suo seguito (e la deliziosa Maria al suo fianco). Una brigata fragorosa, vitale,stimolante. Il regno del Sud si allarga, anche Catania è caduta.



C’era Maria, inviata da Dama Tita in persona, umile e forte, decisa e accogliente, grata e fiduciosa. Un’iniezione di allegra determinazione, proprio come la Dama di Reggio ha sempre portato con sé. Il grande evento di Reggio anche quest’anno si farà, ormai è più che una realtà! C’era, sempre dalla dura e splendida terra calabra, la tenace Angela, onesta e battagliera, che con forza e franchezza ha descritto l’agonistica situazione delle terre del Sud chiedendo lumi e aiuti. All’unisono il Concilio guidato da Antonio si è stretto intorno alla voce reclamante soccorso.



C’era Paola, dalla lontana Taranto. Una nuova potenza si erge a Est, Officine Meridiane il suo nome: una promessa, una scommessa, una nuova forza che lietamente si unisce alla Compagnia!



C’era Anna Maria, una sicurezza, baluardo del Nord su nel Trentino, con sagacia e bonomia  tutta meridionale, partenopea. Anna Maria, la mora del Nord! Grande smistatrice delle informazioni, controlla tutti i corrieri e tutte le fonti di notizie, nulla sfugge al suo occhio accorto e vigile. La Compagnia può dormire tranquilla: la frontiera settentrionale è controllata e monitorata con materna sollecitudine. C’era Gabriele, con la dolce Chiara (e l’ombra rassicurante del gigante Angelo dietro le spalle) e dal lontano Uboldo altre buone notizie son giunte. Ulisse naviga con forza e sagacia, i mari più tranquilli si sono fatti e tutto è pronto per nuove imprese, grandi ardimenti, insperate conquiste.



C‘era Rosa Elisa, la Rosa della Compagnia. La costa occidentale è in buone, ferme e solide mani. La saggezza di Rosa è garanzia per tutti. Dolce, rassicurante, forte e profonda…nella sua pacatezza tutti i membri del Concilio hanno trovato stimolo e conforto. Nuove prospettive si aprono, se Rosa si muove! Genova sarà presto una città “in rosa”! C’era infine Cristiano, il vicino Cristiano. La sua presenza è una consolazione per tutti. Abbiamo una spalla, solida, su cui appoggiarci. L’orizzonte è più ampio, più profondo; le prospettive si aprono, si spalancano, ma non arbitrariamente, bensì con rigore, saggezza.



E così il Concilio condotto da Antonio (con la presenza forte e viva della Compagnia romana, in particolare come non ricordare la dolcezza di Michela e l’arguzia di Domenico?) si è svolto con la serenità di sempre e tutte le tensioni, proprie di ogni incontro vero, si sono affrontate e sciolte grazie alla mano saggia della nostra guida.



A questo punto, se Spadaro è ad un tempo Gandalf e Frodo, e Stas è Sam (e Cecilia è Rosie), la domanda è…ma il responsabile dei grandi eventi chi è? Non mi dire che è quel gran “sola” di Saruman! E, infine, chi è Gollum?

5 commenti:

  1. E il tuo resoconto non lo metti sul blog?

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  2. mi piace digerire i ricordi per bene...

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  3. ciao tonino. stato fuori due giorni e wow, bs in gran fermento. contento. e sabato lo sapevo che manu c'era, e mentre andavo a lezione come non pensarvi? ciao!-)

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  4. Però una scappata la potevi pur fare...E che ci voleva, io dalla Sicilia me li son fatti ben 992 Km...

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  5. ummm, non potevo, davvero. ma prima o poi ci troveremo. è che le cose tanto affollate, sai, no? sabato scorso ho provato ad andare a sentire Givone, ci doveva essere un incontro su Il bibliotecario di Leibniz a Pistoia. Siamo arrivati, io e Monica, con dieci minuti di ritardo, ed il tipo che presentava aveva già iniziato, Givone lì accanto. Siamo andati via dopo venti minuti, quando il tipo (che non ha mai, in quel lasso di tempo, fatto uscire un suono dalla bocca di alcuno dei presenti) ha detto "ora non vorrei che diventasse una lezione universitaria per cui, se me lo consente (rivolgendosi a SG) farei una breve divagazione, sempre partendo da Il bibliotecario di Leibniz. Se me lo permette, farei questa breve digressione, ecco....". è che non sono un viaggiatore, e comunque se e quando viaggio è per le persone. quelle con cui sono, o da cui vado. per cui sarei venuto più che volentieri sabato (è una delle cose, andare a Roma, che vorrei fare prima che Monica parta, ma ne vorremmo davvero fare tante, e alla fine credo ci dovremo accontentare di passare più tempo possibile insieme, senza stare troppo a guardare al dove lo passiamo. il dove semmai sarà un dipiù, non necessario - anche se insomma, no?) ma ci si vedrà, eh. anche perché devo trovare il modo di allungare quel tuo racconto, Bagheria, che secondo me ci verrebbe un bello spettacolo (me lo immagino forse un pochino complicato, come sempre. ci dovrebbero stare: i pupi, la morte (come raffigurata in un dipinto (o affresco?non ricordo) che è a Palermo, credo del '600, con la morte che vola su un cavallo (il cavallo che pare un antecedente di quello di Guernica...dico cazzate? se sì, correggimi) che ho visto in una trasmissione televisiva, e che ho pensato fosse bella farla volare sulla platea di un teatro a far calare i petali neri...non ti pare una grande scena? te se lì a teatro ed ecco una figura che attraversa l'aria e petali (o più pragmaticamente foglietti di carta colorata - detti anche coriandoli) che cadono sulle persone, e poi c'è la mafia, a un certo punto, che si rivela tra il pubblico, delle comparse-attori che si spogliano e si alzano dal posto a sedere in cui sono, e appaiono nella loro bianchezza (una specie di Ku-klux-klan, per dare un'idea), e poi c'è quest'uomo, su una sedia, che racconta la storia, e mentre racconta dei ricordi si fanno così vivi, che prima diventano ombre proiettate, e poi diventano pupi, sì, pupi...e quest'uomo che mentre racconta scompare, come se il raccontare lo consumasse, e lui che all'inizio cammina alla fine è solo una bocca (sì, un po' beckettiano, ok, in questo, te lo concedo...)...raccontato così non è male, no? non resta che mettermi lì e scriverlo....ciao!-) andrea

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