giovedì 22 marzo 2007

Fratelli d'Italia sul Rio de la Plata

© La Gente d'Italia™ del 22/03/2007




Quante sono le associazioni italiane di Montevideo?



Giosuè Bordoni scriveva nel suo saggio “Montevideo e la Repubblica dell’Uruguay” del 1885:

«Durante la primavera e l’autunno, questi dintorni sono affollati alla lettera di numerose Società, che, sotto pretesto di festeggiare questo o quell’anniversario, vi si recano in corporazione a darsi bel tempo. Ora è la Società spagnuola di mutuo soccorso; ora quella dei Baschi, ora la Società francese, e infine l’una o l’altra delle numerose Società italiane, che non lasciano mai occasione di dare testimonianza pubblica del loro spirito di fratellanza e buona armonia, e anche di eccellente appetito, col farvi dei banchetti veramente omerici, in cui si tributano sempre i dovuti onori al succulento e tradizionale asado con cuero».

122 anni dopo le cose sono radicalmente cambiate, la rete delle associazioni italiane di Montevideo si è fortemente ridimensionata, cancellando coi fatti la maligna annotazione che faceva Luigi Barzini nel 1902

«gli italiani al Plata sono uniti in trecento associazioni, il che costituisce una vera disunione».
Questo ridimensionamento è il risultato dei movimenti storici che hanno portato alla completa integrazione degli italiani arrivati qui in cerca di miglior fortuna. Se è vero, come scrivono gli storici Luigi Favero e Alicia Bernasconi, che il gruppo etnico è «la risultante del movimento migratorio, in cui persistono, in grado piu’ o meno elevato, gli elementi culturali e materiali dello spazio sociale di partenza, ma integrati o giustapposti dagli elementi acquisiti nell’incontro con lo spazio sociale d’inserimento», appare evidente che il “gruppo etnico” italiano è un affascinante microcosmo all’interno del piccolo grande Uruguay.



Quali sono le prospettive future della rete di associazioni italiane di quella che fu la Banda Oriental?

Lo scopriremo nelle prossime puntate di questo “diario uruguayano”: con un’inchiesta per conoscere questa vitalissima realtà che mantiene vivo il legame con l’Italia, capace ancora – come ha dato prova in occasione del saluto del Console Pala – di commuoversi quando risuonano le note dell’inno di Mameli.



Scorriamo l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico:



  • L’Ancri,


  • l’Anpi,


  • l’Associazione Abruzzese di Montevideo,


  • gli Alpini,


  • i Bellunesi del mondo,


  • l’Associazione Calabrese,


  • i Campani dell’Aercu,


  • l’associazione Laziale,


  • la Casa degli Italiani,


  • il Circolo Lucano,


  • il Circolo Giuliano,


  • il Circolo Trentino di Montevideo,


  • il Club degli Anziani,


  • il Comitato Tricolore,

  • l’Associazione Emilia Romagna,


  • l’Ente Friuliano,


  • il Filef,


  • il Famee Furlane,


  • la Famiglia Piemontese,


  • i Figli della Toscana,


  • il Gruppo Legami,


  • la Fratellanza Italiana,


  • i Marchigiani nel Mondo,


  • l’Ass. Lauria,


  • l’Ass. Ligure,


  • l’Ass. Ossolana,


  • i Padovani nel mondo,


  • i Pensionati Inas,

  • i Pugliesi,


  • l’Ass. Regione Lombarda,


  • l’Ass. Satrianese San Rocco,


  • i Trevisani nel Mondo,


  • i Siciliani in Uruguay,


  • la Uim (Unione Italiani nel mondo),


  • i Vicentini nel Mondo e


  • l’Ass. dei Vietresi.


Se non ho sbagliato a contare sono trentasei associazioni, tutte hanno di sicuro una bella storia da raccontarci.

Come sempre, hasta luego!



Ricordiamo ai nostri lettori che per l’emergenza Dengue

Il Ministero della Salute Pubblica dell’Uruguay

oltre alla massiccia opera di fumigazione

ha attivato per ogni evenienza  il numero 0800 4444

e  il sito http://dengue.msp.gub.uy/



Potete scriverci all’indirizzo genteditaliauruguay@gmail.com

Il numero di telefono della redazione e’ (598 -2) 916 08 15

Da lunedi a venerdi, potete chiamarci tranquillamente dalle 16 alle 18

martedì 20 marzo 2007

Dengue o non dengue?

© La Gente d'Italia™ del 20/03/2007



L’arrivo della febbre spacca ossa

non ferma i cicli della vita quotidiana

di Tonino Pintacuda



il vettore del dengue Irrimediabilmente con l’arrivo dell’autunno la vita riprende i suoi cicli, il calendario ricorda a tutti gli uruguayani che il verano è finito: addio alle murgas, addio alle passeggiate in costume sull’oceano, addio ai ritmi lenti, lentissimi dell’estate.

Rimettiamoci la cravatta e andiamo a prendere l’omnibus tutte le mattine, nel faticoso tran tran che si chiama vita.



Appena 15 pesos e i torpedoni ci lasceranno sotto l’ufficio ad aspettare le piccole pause sino al pomeriggio, e poi spesa, un po’ di tv e di nuovo la sveglia puntata per ricominciare.



Camus ha definito questa quotidianità la “fatica di Sisifo”: Sisifo è il mitico eroe greco punito per aver sfidato gli dei con la sua sagacia.



Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto far rotolare un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo stava per raggiungere la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte, per cui Sisifo dovette per l'eternità ricominciare la sua scalata.



I giorni troppo uguali - lo sentiamo e lo sappiamo tutti - sono altrettanti massi ma in questo gli uruguayani sono fortunati, prendiamo ad esempio quelli che lavorano alla Borsa di Commercio in Calle Misiones, proprio di fronte alla mia finestra.



Eccoli fumare furtive sigarette nelle pause rubate agli impegni pressanti dei movimenti economici ma non capita a tutti di far pochi passi per raggiungere il Rio de la Plata nel suo quotidiano abbraccio con l’Oceano Atlantico.



C’è una serenità diffusa, figlia delle bellezze architettoniche e del manto verde della città, la filosofia del “no pasa nada” ha un suo fondamento, camminare per Avenida 18 de Julio e soffermarsi nella dozzina di piazzette che non ha nulla da invidiare alle omologhe europee.



mate La gente dell’interno del Paese è tornata alla vita normale, si nota dalla diminuzione di estimatori di mate, la bevanda nazionale. Molti camminano con tutto l’armamentario per sorseggiare tranquillamente il loro mate: termos e bombilla. Versano l’acqua bollente e succhiano tranquilli.



Ma i primi a essere consci del facile stereotipo dell’uruguayano mate e bombilla sono loro stessi: l’ultimo esempio, proprio l’altro ieri sull’Observador il vignettista Salvatore ha realizzato un piccolo capolavoro.



Sale la tensione per il primo caso autoctono di dengue e per sdrammatizzare Salvatore ha disegnato un mate appollaiato sulla torre Salvo – ovvia citazione del celeberrimo King Kong appollaiato sull’Empire State Building – lì, sull’edificio più alto della bella Plaza Indipendencia, il “mate” con occhi  e bocca tiene a bada con opportuno insetticida gigante la temibile zanzara del dengue: come sempre un sorriso riesce a scacciare le paure.



Il “dengue” altro non è che la pestifera febbre spacca-ossa, lo porta la zanzara del genere Aedes aegypti, lo stesso disgraziato e infimo insettucolo che porta la febbre gialla.



Rilanciamo la scheda dal sito www.malattiedimenticate.net





LA FEBBRE DENGUE È UNA MALATTIA SIMILE ALL'INFLUENZA; nei bambini è caratterizzata da febbre ed rash. Negli adulti la febbre è più alta ed accompagnata da forti emicranee, dolori nelle regioni orbitali, dolori muscolari e rash. La febbre dengue si manifesta dopo l'esposizione ad un sierotipo, nei confronti del quale il paziente diventa resistente. Esistono però, come detto in precedenza, quattro sierotipi ed una seconda infezione con un sierotipo diverso, può portare a conseguenze ben peggiori: la febbre dengue emorragica (DHF). 



LA DHF È CARATTERIZZATA DA FEBBRE ALTA, EMORRAGIE, FEGATO INGROSSATO e problemi circolatori. La febbre può persistere per diversi giorni e può raggiungere i 41° gradi, seguita da convulsioni e emorragie. Il paziente se non trattato può morire per problemi circolatori.



I fattori coinvolti nella severità della DHF sono: la prima infezione, l'intervallo di tempo tra quest'ultima e la seconda, il sierotipo virale e il genotipo del paziente. Le principali caratteristiche fisiopatologiche sono correlate con la concentrazione di alcune citochine (molecole coinvolte nella risposta immunitaria), quali IFN-γ, IL-2 e TNF-α



LA STORIA



Prima del 1970 solo nove paesi avevano descritto casi di DHF. Dai circa 100 casi del 1955 si è passati agli attuali 500 mila.



VIE DI TRASMISSIONE



Il virus è trasmesso attraverso il morso di diverse zanzare del genere Stegomyia. Il principale vettore è Aedes aegypti, identificato per la prima volta nel 1906 come responsabile della trasmissione; una volta che la zanzara è stata infettata lo rimane per tutta la vita. Gli umani servono come serbatoio amplificante e molto probabilmente anche le scimmie possono essere considerate come serbatoi. In particolare si ipotizza che il virus si sia diffuso per la prima volta nelle scimmie, e poi i vettori l'abbiano trasmesso all'uomo. Le zanzare trasmettono il virus anche per via verticale, alle proprie progenie.



TRATTAMENTI



Attualmente l'unico modo per ridurre i casi di febbre dengue è quello di evitare il contatto con il vettore e controllare la popolazione delle zanzare, modificando il loro habitat e utilizzando larvicidi. E' in corso un programma specifico di pulizia per eliminare bottiglie, copertoni e lattine dall'ambiente (oggetti che ricreano un habitat ideale per la proliferazione dei vettori), così da limitare i possibili luoghi di crescita del vettore.



LA DIAGNOSI



La diagnosi si basa sulla ricerca di IgM anti-dengue, come indice di una recente infezione; inoltre viene utilizzata la PCR per rilevare la presenza del virus nel siero dei pazienti. Esistono alcune terapie antivirali che possono essere efficaci solo se eseguite nelle prime fasi della malattia.



RICERCA E SVILUPPO



Sono in corso alcuni studi per sviluppare larvicidi non tossici per l'uomo, da utilizzare nell'acqua.



Sono in corso di sperimentazione sei vaccini virali vivi attenuati, che dovrebbero proteggere la popolazione da tutti i sierotipi mantenendo a lungo elevato il titolo anticorpale. Alcuni risultati di una sperimentazione durata quattro anni hanno rivelato che uno dei vaccini attenuati conferisce protezione dalla febbre dengue e non conduce a DHF.



Esiste un sistema globale di rilevazione di dati epidemiologici e di sorveglianza alle mutazioni dei virus; questo programma, chiamato DengueNet, facilita la realizzazione di nuovi metodi di controllo contro la trasmissione della patologia. I dati epidemiologici e di laboratorio sono raccolti da diverse istituzioni, che riordinano i risultati in modo eterogeneo; sul sito sono presenti statistiche dal 1955 al 2001.



Occorre sviluppare nuove strategie di diagnosi della malattia; un test con target la proteina non strutturale NS1 è già in via di studio.




Il Ministero della Salute Pubblica dell’Uruguay

oltre alla massiccia opera di fumigazione 

ha attivato per ogni evenienza 

il numero 0800 4444 e 

il sito http://dengue.msp.gub.uy/



Il grande g1ga (1/3)

Prima di iniziare con le monografie, g1ga merita almeno tre puntate.

Iniziamo dalla preistoria, un'intervista di ben quattro anni fa




[...] Luigi ha smanettato sui computer dagli albori dell'informatica. Lui stesso ha dichiarato con passione: "Io sono il prodotto delle mie passioni. E di come le vivo. Mi piace la mia donna, e la vivo al massimo assoluto. Mi piace il calcio, e lo gioco al massimo, anche se non finirò mai in serie A. Mi piace la chitarra ma, ahimè, nonostante io la suoni al massimo sono lontano anni luce dall'essere un bravo chitarrista. Infine, mi piace il design in tutte le sue forme, ma ho deciso di soffermarmi proprio sul <web>design perché sento che è e sarà in grado di offrirmi stimoli sempre nuovi.

Nasco a Palermo nel '79, vivo in provincia, dopo aver fatto lo scientifico a Bagheria adesso studio all'università di Palermo, ma questo non c'entra...

Se sono qui adesso, davanti a questo monitor, è perché quel giorno mio padre decise di portare in casa un Commodore 64 con tanto di Philips 13" monocromatico a fosfori verdi. E fu subito amore.".



***


d. Dearest Giga, che cos’è la bacheca sportiva?



r. In principio la bacheca sportiva fu una intera parete della 3ª C del liceo scientifico [di Bagheria, n.d.r] rimpinzata di immagini e pezzi sacri dello sport, dalla foto della nazionale di pallavolo, alla foto originale di Roberto Baggio scattata alla Favorita di Palermo.

La forza di questa prima bacheca consisteva nel fatto che i professori entravano in classe, avevano una specie di shock nel guardare quella parete e poi non dicevano niente.

Esatto, non dicevano niente quasi come se avessero paura di fare la classica domanda: «Ragazzi, ma cosa diavolo è quella cosa lì???».

Ebbene, io credo che avessero proprio paura perché la bacheca era già in grado di comunicare da sé cosa in realtà fosse. Un simbolo. Un simbolo di libertà creativa.

Ed è ovvio che una delle cose di cui non bisogna privare i giovani è la libertà creativa. Nella sua seconda fase la bacheca si trasformò in un settimanale sportivo in formato giornalino di classe. Una sorta di gazzetta fatta in casa con tanto di editoriale sul campionato di calcio e pagelle delle già mitiche partitelle fratricide tra compagni. In più, articoli sul tennis a Pallavicino e perfino cenni sul Badminton a Belmonte Mezzagno. Ricordo che quelle pagine venivano puntualmente sfogliate da ogni componente della classe nessuno escluso. Praticamente un successo.

Poi venne la crisi. Quinto anno, esami di maturità, la sciocca paura soffocò la libertà e la bacheca scomparve. Né parete, né giornalino, né niente. Scomparsa. Rimasta però intrappolata nelle nostre menti pronta a riesplodere con più vigore di prima. Mancava soltanto lo stimolo. E lo stimolo fu proprio Internet. O meglio, il fatto che appena mi avvicinai ad essa la rete mi risucchiò completamente. Ormai sono un internettiano di Webdesigners City in vacanza in Sicilia, con una tremenda nostalgia di casa. Appena posso faccio una telefonata.



d. La mitica arancione ha subito numerosi restyling segno inequivocabile della tua crescita personale, oggi tu sei un quotato webdez, dicci la tua sull’evoluzione della rete, e abbozza un’estetica del web.



r. La rete si sta evolvendo malissimo. E non mi riferisco solo al fatto che il 90% dei siti sono brutti graficamente (perché sappiate che lo sono). Parlo invece del fatto che qualcuno sta cercando di fare diventare la rete una versione riveduta e per niente corretta della televisione. Ovvero, come accade in televisione, ormai anche su Internet la percentuale dei contenuti inutili e dannosi ha raggiunto un livello di emergenza. E non sono neanche molto propenso a pensare che questa tendenza si possa invertire. Credo che "estetica" sia un concetto universale. Di conseguenza un'estetica del web è l'estetica applicata al web.



 d. la bacheca oggi ha raggiunto una possibilità di interazione in tempo reale che la rende realmente una “bacheca”, anche se parlare di realtà in questo contesto ha dell’assurdo…



r. Dipende da come si definisce la realtà. Per me la realtà è ciò che vedo, ciò che sento e ciò che tocco. Quindi la bacheca può essere una realtà.



 d. la prima bacheca e le successive versioni invece tendevano a stressare l’elemento d’impatto grafico...



r. Questo perché la bacheca versione web è stata il mio piccolo laboratorio sperimentale dove ogni tanto qualche reazione sbagliata mandava tutto in frantumi... A poco a poco ho imparato a dosare bene gli elementi tanto che la cosa mi piaceva sempre di più e allora ho deciso di diventare un "quotato" webdez... Io so già di esserlo da un pezzo, quindi il mio principale obiettivo è farlo capire a quante più persone possibili.



 d. Tu ami (certo dopo l’amore per la tua laureanda Linda...) e apprezzi le nuove tecnologie, dalla tua postazione come vedi le prossime tappe dei siti internet? Si stabilizzerà una struttura scarna ed essenziale o con il diffondersi della banda larga si rigiocherà sull’effetto spiazzante?



Credo che l’avvento della banda larga non sia necessariamente una spinta per l’evoluzione del webdesign. Cioè, con la banda larga riesci a caricare prima i siti, sia quelli belli che quelli brutti. Certo, forse quelle persone che adesso non sono disposte ad aspettare per vedere un bel sito, finalmente quel sito lo vedranno. E allora si diffonderà un po’ più la cultura del webdez. Ma non ci credo più di tanto. Se ti sei collegato per scaricare le suonerie è probabile che continui ad importarti poco del design. Visto che adesso puoi scaricarti contemporanemaente molte più suonerie ed mp3.



Infine, se è fatto con criterio, mi piace sia il sito con una struttura scarna ed essenziale che quello con l’effetto spiazzante. Quindi non necessariamente c’è dicotomia. Anzi, credo proprio che non mi piacerebbe una internet ad unica tinta. Meglio colorata. Ma non troppo.



d. Parlaci pure dei tuoi personali successi…




Vuoi davvero che ti parli ancora della bacheca?

Matricole & Indimenticabili Amici

Picciotte care e picciotti cari,

oggi vi dico che in America Latina il tempo muta.



Dimenticatevi ogni parallelismo con le italiche pianure. Forse solo i siciliani e gli abitanti di qualche arroccato paesino montano possono capire.



Qui impera la filosofia del "No pasa nada" che sarebbe un calco del sicilianissimo "Niente ci fa".

In questa inedita dimensione cronoemozionale cerco di applicare tale paradigma al recentissimo passato di BombaSicilia.



In questo viaggio della memoria parto dai redattori che si sono via via avvicendati. A ciascuno di essi nei prossimi giorni sarà dedicata una monografia. [aggiornamento: il post s'intitolava "Meteore..." ma poteva risultare lesivo, comunque il riferimento era all'omonimo programma di Italia 1 del 1998, lo stesso che iniziava con la celebre Shout tratta da Animal House]





  • Teresa Zuccaro fu una delle primissime redattrici di BombaSicilia, s'inventò in esclusiva per noi la ri-creazione del mondo. Che oggi è diventata prima una silloge in un'antologia e poi un libro. (nessuna menzione a BS ma - l'ho premesso - "no pasa nada")





  • Marco Candida arrivò in Bs nel 2004, esce a maggio il suo primo romanzo per la casa editrice Sironi.




lunedì 19 marzo 2007

Se lo dice lui

g1gaPicciotte care e picciotti cari

Oggi vi parlo di g1ga, Luigi Bellanca, eccellente grafico e divino programmatore, autore dello scaricatissimo visualizzatore di pennelli che è stato un succeso planetario.



g1ga nel lontano 2000 mi donò il mio primo sito: proprio in quella piccola arena il "germe fecondo" della mia scrittura ebbe modo di confrontarsi con un "pubblico". Ricordo ancora quella notte di ritorno da casa Bellanca, Luigi mi disse solo "ti aspetta una sorpresa". Arrivai a casa, accesi il modem a 56 K che gracidò sino a quando su http://digilander.libero.it/luimik trovai la sezione "Dicotomico's stories". Sono riuscito a salvare alcune di quelle novelle nell'impaginazione originale, li trovate nella barra di destra, nella sezione "Il tempo che fu".



g1ga ha collaborato da sempre a BombaSicilia, dalla prima giallissima sino all'ultima volutamente minimale prima dell'egregio lavoro di Cristiano Gaston.



Ecco, con g1ga abbiamo dato vita a decine di progetti ma almeno due collaborazioni me le porto nella memoria a lungo termine: la rubrica ventiezerosei (chiamata con questo nome perché semplicemente proprio alle 20.06 gli venne l'idea) e thematica.



Entrambe erano due sperimentazioni verbovisive: io ci mettevo le parole e lui la grafica.

Ventiezerosei durò appena un singolo esperimento.

Thematica, un pdf-magazine di parole in grafica, due numeri.



g1ga dice sempre pane al pane, sapendo bene di smacinare palle e pallottolieri, ma da lui non mi aspetto altro. Quindi mi limito a rilanciare quanto da lui affermato nella Bacheca Sportiva e capite perché oggi non ho pace e ho pure detto addio all'Arial per il Trebuchet Ms:




Ah, non solo tutti i blog mi fanno schifo graficamente, i tuoi blog fanno schifo al quadrato, sono di un piattume allucinante con font che fanno piangere tutto il giorno. Io lo chiamerei web -100.0

Pintacudate Beta 2.0

Picciotte care e picciotti cari, in occasione del post # 800

ho finalmente alleggerito la grafica del blog (lavorando sempre sull'ottimo lavoro di Pannasmontata), seguendo l'onda che va per la maggiore.



Prima che qualcuno me lo faccia notare: ho preso in prestito e riflesso le righine dall'amico Sw4n



In Uruguay non ho Adobe Photoshop e Gimp - prima che gli araldi della libertà web me lo ricordino - impalla il pc della redazione... Che mi serve per lavorare e quindi non posso assolutamente rischiare



La barra "rosada" in fondo è autocitazione da BombaSicilia... E mi piace, se avete un colore migliore da suggerire, fate pure [AGGIORNAMENTO # 1 Maura & Maria m'hanno fatto desistere, ho provato tutti gli accostamenti della gamma Web 2.0, ecco ora mi pare che si armonizzino meglio]



Il Tonino Periodista è stato realizzato da Grenar, che sta lavorando magnificamente alle illustrazioni di BombaSicilia.



[AGGIORNAMENTO # 2 anche i link sono stati "ottimizzati": ce ne sono per tutti i gusti: fumettistici, bombasiciliani, vibrisselibri, letterari, cazzeggioni, giornalistici, fotografici...]




[AGGIORNAMENTO # 3 Questo è il mio ottocentesimo post! Per celebrarlo ho sistemato anche lo stile per le citazioni]





Buona lettura

domenica 18 marzo 2007