E' ufficiale, abbiamo comprato il dominio www.bombasicilia.it. Da oggi la nostra rivista trimestrale ha un indirizzo tutto suo, appena in tempo, come già era successo con l'estensione .net per BombaCarta, hanno messo una sfilza di link pubblicitari su bombasicilia.net che fu il nostro primo glorioso indirizzo.
E' il prezzo della notorietà, aggiornate i vostri "preferiti".
domenica 30 luglio 2006
Alla ricerca di un editore
di Davide Bacca
Giulio Mozzi sorseggia il suo caffè shackerato, si accende una sigaretta e parte deciso: «Ogni tanto vengo preso da attacchi di disperazione, perché ci sono ormai parecchi libri che non riesco a far pubblicare benché mi sembrino importanti». Così, lo scrittore padovano (ma anche consulente editoriale per la milanese Sironi e organizzatore di attività che ruotano attorno al libro), ha deciso di lanciare la sua sfida. «Se non una bomba, una bombetta», si schernisce. Attorno al suo bollettino online di letture e scritture, vibrisse sta infatti nascendo il progetto vibrisselibri. Ovvero un sito internet dove pubblicare alcuni testi, scaricabili gratuitamente, con la speranza che qualcuno li noti e decida di pubblicarli perché, come spiega Mozzi, «la vera esistenza dell'oggetto libro, è quella cartacea».
Testi su cui verrebbe fatto il normale lavoro editoriale, compresa la presentazione del volume. «Dovremo inventarci qualcosa perché paradossalmente presenteremo libri che ancora non esistono. Ma sfrutteremo la cosa per le sue potenzialità», continua Mozzi. Eppure è proprio questo il cuore del progetto: dare visibilità a testi rimasti chiusi per troppo tempo in qualche cassetto, con un massiccio lavoro di comunicazione, contattando critici e giornalisti a cui spedire alcune copie stampate appositamente.
«L'obbiettivo è di ottenere recensioni o segnalazioni sui media. Io vorrei che il critico del Corriere o de Il Padova, recensisse un nostro testo come se fosse un libro vero. Sarebbe un cambiamento radicale per la critica letteraria, chiamata a una maggiore responsabilità». Se grazie a queste segnalazioni un editore si interessasse al testo, si aprirebbe la partita vera e propria. In questo caso vibrisselibri si trasformerebbe in agente letterario, trattando con l'editore le condizioni di pubblicazione e incassando una piccola percentuale sui diritti versati all'autore.
Rimangono da definire molte questioni. Per esempio, far stampare accanto al logo dell'editore, quello di vibrisse come riconoscimento del lavoro svolto. Pubblicare in Copyleft, lasciando la versione online a disposizione gratuitamente. Per ora, a un mese dal lancio del progetto, già una cinquantina di volontari hanno risposto da tutta Italia. La presentazione ufficiale è prevista per l'autunno, probabilmente metà ottobre.
«Partiremo in grande stile, con due conferenze stampa in contemporanea a Milano e Roma. Magari in sedi prestigiose, come quella della stampa estera. Nell'occasione presenteremo anche i primi due titoli, su cui stiamo già discutendo».
Nessuna logica da collana per quel che riguarda temi e argomenti. «Pubblicheremo romanzi, poesia, teatro, magari saggistica. Anche opere bizzarre, quasi "impubblicabili", ma come in fondo lo era l'Ulisse di Joyce». Se la cosa andrà in porto, Mozzi ha già pronta la prossima sfida: vibrisserivista per l'editore Coniglio. «Quando avremo messo in piedi vibrisselibri, vuol dire che avremo un gruppo di persone in grado di fare qalunque cosa!».
Il progetto assumerà la forma giuridica di associazione in base all'assetto che si produrrà nel gruppo. Previsto un comitato di lettura, "l'esercito" del progetto, col compito di scremare i manoscritti e farne schede di lettura, coordinato da Lucio Angelini, traduttore e autore di letteratura per ragazzi. Un ufficio comunicazione, guidato da Mauro Mongarli e Roberto Tossani per il lavoro attorno al marchio, alla grafica dei libri e del sito. Un ufficio stampa, guidato da Stefania Nardini, per i contatti con i media e la redazione, un nucleo di 5-6 persone per il lavoro sui libri.
Testi su cui verrebbe fatto il normale lavoro editoriale, compresa la presentazione del volume. «Dovremo inventarci qualcosa perché paradossalmente presenteremo libri che ancora non esistono. Ma sfrutteremo la cosa per le sue potenzialità», continua Mozzi. Eppure è proprio questo il cuore del progetto: dare visibilità a testi rimasti chiusi per troppo tempo in qualche cassetto, con un massiccio lavoro di comunicazione, contattando critici e giornalisti a cui spedire alcune copie stampate appositamente.
«L'obbiettivo è di ottenere recensioni o segnalazioni sui media. Io vorrei che il critico del Corriere o de Il Padova, recensisse un nostro testo come se fosse un libro vero. Sarebbe un cambiamento radicale per la critica letteraria, chiamata a una maggiore responsabilità». Se grazie a queste segnalazioni un editore si interessasse al testo, si aprirebbe la partita vera e propria. In questo caso vibrisselibri si trasformerebbe in agente letterario, trattando con l'editore le condizioni di pubblicazione e incassando una piccola percentuale sui diritti versati all'autore.
Rimangono da definire molte questioni. Per esempio, far stampare accanto al logo dell'editore, quello di vibrisse come riconoscimento del lavoro svolto. Pubblicare in Copyleft, lasciando la versione online a disposizione gratuitamente. Per ora, a un mese dal lancio del progetto, già una cinquantina di volontari hanno risposto da tutta Italia. La presentazione ufficiale è prevista per l'autunno, probabilmente metà ottobre.
«Partiremo in grande stile, con due conferenze stampa in contemporanea a Milano e Roma. Magari in sedi prestigiose, come quella della stampa estera. Nell'occasione presenteremo anche i primi due titoli, su cui stiamo già discutendo».
Nessuna logica da collana per quel che riguarda temi e argomenti. «Pubblicheremo romanzi, poesia, teatro, magari saggistica. Anche opere bizzarre, quasi "impubblicabili", ma come in fondo lo era l'Ulisse di Joyce». Se la cosa andrà in porto, Mozzi ha già pronta la prossima sfida: vibrisserivista per l'editore Coniglio. «Quando avremo messo in piedi vibrisselibri, vuol dire che avremo un gruppo di persone in grado di fare qalunque cosa!».
Il progetto assumerà la forma giuridica di associazione in base all'assetto che si produrrà nel gruppo. Previsto un comitato di lettura, "l'esercito" del progetto, col compito di scremare i manoscritti e farne schede di lettura, coordinato da Lucio Angelini, traduttore e autore di letteratura per ragazzi. Un ufficio comunicazione, guidato da Mauro Mongarli e Roberto Tossani per il lavoro attorno al marchio, alla grafica dei libri e del sito. Un ufficio stampa, guidato da Stefania Nardini, per i contatti con i media e la redazione, un nucleo di 5-6 persone per il lavoro sui libri.
BombaSicilia.it
E' ufficiale, abbiamo comprato il dominio www.bombasicilia.it. Da oggi la nostra rivista trimestrale ha un indirizzo tutto suo, appena in tempo, come già era successo con l'estensione .net per BombaCarta, hanno messo una sfilza di link pubblicitari su bombasicilia.net che fu il nostro primo glorioso indirizzo.
E' il prezzo della notorietà, aggiornate i vostri "preferiti".
E' il prezzo della notorietà, aggiornate i vostri "preferiti".
Alla ricerca di un editore
di Davide Bacca
Giulio Mozzi sorseggia il suo caffè shackerato, si accende una sigaretta e parte deciso: «Ogni tanto vengo preso da attacchi di disperazione, perché ci sono ormai parecchi libri che non riesco a far pubblicare benché mi sembrino importanti». Così, lo scrittore padovano (ma anche consulente editoriale per la milanese Sironi e organizzatore di attività che ruotano attorno al libro), ha deciso di lanciare la sua sfida. «Se non una bomba, una bombetta», si schernisce. Attorno al suo bollettino online di letture e scritture, vibrisse sta infatti nascendo il progetto vibrisselibri. Ovvero un sito internet dove pubblicare alcuni testi, scaricabili gratuitamente, con la speranza che qualcuno li noti e decida di pubblicarli perché, come spiega Mozzi, «la vera esistenza dell'oggetto libro, è quella cartacea».
Testi su cui verrebbe fatto il normale lavoro editoriale, compresa la presentazione del volume. «Dovremo inventarci qualcosa perché paradossalmente presenteremo libri che ancora non esistono. Ma sfrutteremo la cosa per le sue potenzialità», continua Mozzi. Eppure è proprio questo il cuore del progetto: dare visibilità a testi rimasti chiusi per troppo tempo in qualche cassetto, con un massiccio lavoro di comunicazione, contattando critici e giornalisti a cui spedire alcune copie stampate appositamente.
«L'obbiettivo è di ottenere recensioni o segnalazioni sui media. Io vorrei che il critico del Corriere o de Il Padova, recensisse un nostro testo come se fosse un libro vero. Sarebbe un cambiamento radicale per la critica letteraria, chiamata a una maggiore responsabilità». Se grazie a queste segnalazioni un editore si interessasse al testo, si aprirebbe la partita vera e propria. In questo caso vibrisselibri si trasformerebbe in agente letterario, trattando con l'editore le condizioni di pubblicazione e incassando una piccola percentuale sui diritti versati all'autore.
Rimangono da definire molte questioni. Per esempio, far stampare accanto al logo dell'editore, quello di vibrisse come riconoscimento del lavoro svolto. Pubblicare in Copyleft, lasciando la versione online a disposizione gratuitamente. Per ora, a un mese dal lancio del progetto, già una cinquantina di volontari hanno risposto da tutta Italia. La presentazione ufficiale è prevista per l'autunno, probabilmente metà ottobre.
«Partiremo in grande stile, con due conferenze stampa in contemporanea a Milano e Roma. Magari in sedi prestigiose, come quella della stampa estera. Nell'occasione presenteremo anche i primi due titoli, su cui stiamo già discutendo».
Nessuna logica da collana per quel che riguarda temi e argomenti. «Pubblicheremo romanzi, poesia, teatro, magari saggistica. Anche opere bizzarre, quasi "impubblicabili", ma come in fondo lo era l'Ulisse di Joyce». Se la cosa andrà in porto, Mozzi ha già pronta la prossima sfida: vibrisserivista per l'editore Coniglio. «Quando avremo messo in piedi vibrisselibri, vuol dire che avremo un gruppo di persone in grado di fare qalunque cosa!».
Il progetto assumerà la forma giuridica di associazione in base all'assetto che si produrrà nel gruppo. Previsto un comitato di lettura, "l'esercito" del progetto, col compito di scremare i manoscritti e farne schede di lettura, coordinato da Lucio Angelini, traduttore e autore di letteratura per ragazzi. Un ufficio comunicazione, guidato da Mauro Mongarli e Roberto Tossani per il lavoro attorno al marchio, alla grafica dei libri e del sito. Un ufficio stampa, guidato da Stefania Nardini, per i contatti con i media e la redazione, un nucleo di 5-6 persone per il lavoro sui libri.
Testi su cui verrebbe fatto il normale lavoro editoriale, compresa la presentazione del volume. «Dovremo inventarci qualcosa perché paradossalmente presenteremo libri che ancora non esistono. Ma sfrutteremo la cosa per le sue potenzialità», continua Mozzi. Eppure è proprio questo il cuore del progetto: dare visibilità a testi rimasti chiusi per troppo tempo in qualche cassetto, con un massiccio lavoro di comunicazione, contattando critici e giornalisti a cui spedire alcune copie stampate appositamente.
«L'obbiettivo è di ottenere recensioni o segnalazioni sui media. Io vorrei che il critico del Corriere o de Il Padova, recensisse un nostro testo come se fosse un libro vero. Sarebbe un cambiamento radicale per la critica letteraria, chiamata a una maggiore responsabilità». Se grazie a queste segnalazioni un editore si interessasse al testo, si aprirebbe la partita vera e propria. In questo caso vibrisselibri si trasformerebbe in agente letterario, trattando con l'editore le condizioni di pubblicazione e incassando una piccola percentuale sui diritti versati all'autore.
Rimangono da definire molte questioni. Per esempio, far stampare accanto al logo dell'editore, quello di vibrisse come riconoscimento del lavoro svolto. Pubblicare in Copyleft, lasciando la versione online a disposizione gratuitamente. Per ora, a un mese dal lancio del progetto, già una cinquantina di volontari hanno risposto da tutta Italia. La presentazione ufficiale è prevista per l'autunno, probabilmente metà ottobre.
«Partiremo in grande stile, con due conferenze stampa in contemporanea a Milano e Roma. Magari in sedi prestigiose, come quella della stampa estera. Nell'occasione presenteremo anche i primi due titoli, su cui stiamo già discutendo».
Nessuna logica da collana per quel che riguarda temi e argomenti. «Pubblicheremo romanzi, poesia, teatro, magari saggistica. Anche opere bizzarre, quasi "impubblicabili", ma come in fondo lo era l'Ulisse di Joyce». Se la cosa andrà in porto, Mozzi ha già pronta la prossima sfida: vibrisserivista per l'editore Coniglio. «Quando avremo messo in piedi vibrisselibri, vuol dire che avremo un gruppo di persone in grado di fare qalunque cosa!».
Il progetto assumerà la forma giuridica di associazione in base all'assetto che si produrrà nel gruppo. Previsto un comitato di lettura, "l'esercito" del progetto, col compito di scremare i manoscritti e farne schede di lettura, coordinato da Lucio Angelini, traduttore e autore di letteratura per ragazzi. Un ufficio comunicazione, guidato da Mauro Mongarli e Roberto Tossani per il lavoro attorno al marchio, alla grafica dei libri e del sito. Un ufficio stampa, guidato da Stefania Nardini, per i contatti con i media e la redazione, un nucleo di 5-6 persone per il lavoro sui libri.
giovedì 27 luglio 2006
La favola dei tre anelli
Ieri andavo da lei e in macchina come quasi sempre ascoltavo Radio 3, trasmettevano L'oro del reno. Prima di collegarsi in diretta con la Bayreuth Festival Orchestra in studio discutevano sul significato dell'anello come simbolo, con tutte le metafore possibili sulla ciclicità dell'esistenza e ascendenze più o meno lontane.
Il discorso è poi caduto su Nathan il saggio di Lessing e soprattutto sulla favola dei tre anelli che rapprensenta la migliore cosa mai scritta sul dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste:
NATHAN
Molti anni or sono un uomo in Oriente
Possedeva un anello inestimabile, un caro dono.
La sua pietra, un opale dai cento bei riflessi colorati, ha un potere segreto:
rende grato a Dio e agli uomini chiunque la porti con fiducia.
Può stupire se non lo toglieva mai dal dito,
e se dispose in modo che restasse per sempre in casa sua?
Egli lasciò l'anello al suo figlio più amato;
e lasciò scritto che a sua volta quel figlio lo lasciasse al suo figlio più amato;
e che ogni volta il più amato dei figli diventasse,
senza tenere conto della nascita ma soltanto per forza dell'anello,
il capo e il signore del casato.
Tu mi segui, sultano?
SALADINO
Ti seguo. Vai avanti.
NATHAN
E l'anello così, di figlio in figlio,
giunse alla fine a un padre di tre figli.
Tutti e tre gli ubbidivano ugualmente
Ed egli, non poteva farne a meno,
li amava tutti nello stesso modo.
Solo di tanto in tanto l'uno o l'altro
Gli sembrava il più degno dell'anello
Quando era con lui solo, e nessun altro
Divideva l'affetto del suo cuore.
Così, con affettuosa debolezza
Egli promise l'anello a tutti e tre.
Andò avanti così finché poté.
Ma, vicino alla morte, quel buon padre
Si trova in imbarazzo. Offendere così
due figli, fiduciosi nella sua parola,
lo rattrista. - Che cosa deve fare? -
Egli chiama in segreto un gioielliere,
e gli ordina due anelli in tutto uguali al suo;
e con lui si raccomanda che non risparmi né soldi né fatica
perché siano perfettamente uguali.
L'artista ci riesce.
Quando glieli porta, nemmeno il padre è in grado di distinguere l'anello vero.
Felice, chiama i figli uno per uno,
impartisce a tutti e tre la sua benedizione,
a tutti e tre dona l'anello e muore.
Tu mi ascolti, sultano?
SALADINO
(il quale, colpito, aveva girato il viso)
Ascolto, ascolto.
Ma finisci presto La tua favola.
Ci sei?
NATHAN
Ho già finito.
Quel che segue si capisce da sé.
Morto il padre, ogni figlio si fa avanti
Con il suo anello, ogni figlio vuol essere Il signore del casato.
Si litiga, si indaga, si accusa. Invano.
Impossibile provare quale sia l'anello vero
(dopo una pausa, durante la quale egli attende la risposta del sultano)
quasi come per noi provare quale sia la vera fede.
SALADINO
Come?
Questa è la tua risposta alla mia domanda?…
NATHAN
Valga Soltanto a scusarmi,
se non oso
Cercare di distinguere gli anelli
Che il padre fece fare appunto al fine
Che fosse impossibile distinguerli.
SALADINO
Gli anelli! - Non burlarti di me!
Le religioni che ti ho nominato
Si possono distinguere persino
Nelle vesti, nei cibi, nelle bevande!
NATHAN
E tuttavia non nei fondamenti.
Non si fondano tutte sulla storia,
scritta o tramandata?
E la storia solo per fede e per fedeltà dev'essere accettata,
non è vero?
E di quale fede e fedeltà dubiteremo
Meno che di ogni altra?
Quella dei nostri avi, sangue del nostro sangue,
quella di coloro che dall'infanzia ci diedero prova del loro amore,
e che mai ci ingannarono, se l'inganno per noi non era salutare?
Posso io credere ai miei padri
Meno che tu ai tuoi?
O viceversa?
Posso forse pretendere che tu,
per non contraddire i miei padri,
accusi i tuoi di menzogna?
O viceversa?
E la stessa cosa vale per i cristiani, non è vero?
SALADINO
(Per il Dio vivente! Hai ragione. Io devo ammutolire).
NATHAN
Ma torniamo
Ai nostri anelli.
Come dicevo, i figli
Si accusarono in giudizio.
E ciascuno giurò al giudice di avere ricevuto
l'anello dalla mano del padre (ed era vero),
e molto tempo prima la promessa
dei privilegi concessi dall'anello
(ed era vero anche questo).
Il padre, ognuno se ne diceva certo,
non poteva averlo ingannato;
prima di sospettare questo,
diceva, di un padre tanto buono,
non poteva che accusare dell'inganno i suoi fratelli,
di cui pure era sempre stato pronto a pensare tutto il bene;
e si diceva sicuro di scoprire i traditori e pronto a vendicarsi.
SALADINO
E il giudice?
Sono ansioso di ascoltare
Che cosa farai dire al giudice.
Parla!
NATHAN
Il giudice disse: Portate subito
Qui vostro padre, o vi scaccerò
Dal mio cospetto.
Pensate che stia qui
A risolvere enigmi?
O volete restare
Finché l'anello vero parlerà?
Ma… aspettate!
Voi dite che l'anello vero
Ha il magico potere di rendere amati,
grati a Dio e agli uomini.
Sia questo a decidere!
Gli anelli falsi non potranno.
Su, ditemi: chi di voi è il più amato
Dagli altri due?
Avanti!
Voi tacete?
L'effetto degli anelli è solo riflessivo,
non transitivo?
Ciascuno di voi ama solo se stesso?
Allora tutti e tre siete truffatori truffati!
I vostri anelli sono falsi tutti e tre.
Probabilmente l'anello vero si perse,
e vostro padre ne fece fare tre per celarne la perdita e per sostituirlo.
SALADINO
Magnifico! Magnifico!
NATHAN
Se non volete, proseguì il giudice,
il mio consiglio e non una sentenza,
andatevene!
Ma il mio consiglio è questo:
accettate le cose come stanno.
Ognuno ebbe l'anello da suo padre:
ognuno sia sicuro che esso è autentico.
Vostro padre, forse, non era più disposto
A tollerare ancora in casa sua
La tirannia di un solo anello.
E certo Vi amò ugualmente tutti e tre.
Non volle, infatti, umiliare due di voi
Per favorirne uno.
Orsù! Sforzatevi
Di imitare il suo amore incorruttibile
E senza pregiudizi.
Ognuno faccia a gara
Per dimostrare alla luce del giorno
La virtù della pietra nel suo anello.
E aiuti la sua virtù con la dolcezza,
con indomita pazienza e carità,
e con profonda devozione a Dio.
Quando le virtù degli anelli appariranno
Nei nipoti, e nei nipoti dei nipoti,
io li invito a tornare in tribunale,
fra mille e mille anni.
Sul mio seggio siederà un uomo più saggio di me; e parlerà.
Andate!
Così disse quel giudice modesto.
Molti anni or sono un uomo in Oriente
Possedeva un anello inestimabile, un caro dono.
La sua pietra, un opale dai cento bei riflessi colorati, ha un potere segreto:
rende grato a Dio e agli uomini chiunque la porti con fiducia.
Può stupire se non lo toglieva mai dal dito,
e se dispose in modo che restasse per sempre in casa sua?
Egli lasciò l'anello al suo figlio più amato;
e lasciò scritto che a sua volta quel figlio lo lasciasse al suo figlio più amato;
e che ogni volta il più amato dei figli diventasse,
senza tenere conto della nascita ma soltanto per forza dell'anello,
il capo e il signore del casato.
Tu mi segui, sultano?
SALADINO
Ti seguo. Vai avanti.
NATHAN
E l'anello così, di figlio in figlio,
giunse alla fine a un padre di tre figli.
Tutti e tre gli ubbidivano ugualmente
Ed egli, non poteva farne a meno,
li amava tutti nello stesso modo.
Solo di tanto in tanto l'uno o l'altro
Gli sembrava il più degno dell'anello
Quando era con lui solo, e nessun altro
Divideva l'affetto del suo cuore.
Così, con affettuosa debolezza
Egli promise l'anello a tutti e tre.
Andò avanti così finché poté.
Ma, vicino alla morte, quel buon padre
Si trova in imbarazzo. Offendere così
due figli, fiduciosi nella sua parola,
lo rattrista. - Che cosa deve fare? -
Egli chiama in segreto un gioielliere,
e gli ordina due anelli in tutto uguali al suo;
e con lui si raccomanda che non risparmi né soldi né fatica
perché siano perfettamente uguali.
L'artista ci riesce.
Quando glieli porta, nemmeno il padre è in grado di distinguere l'anello vero.
Felice, chiama i figli uno per uno,
impartisce a tutti e tre la sua benedizione,
a tutti e tre dona l'anello e muore.
Tu mi ascolti, sultano?
SALADINO
(il quale, colpito, aveva girato il viso)
Ascolto, ascolto.
Ma finisci presto La tua favola.
Ci sei?
NATHAN
Ho già finito.
Quel che segue si capisce da sé.
Morto il padre, ogni figlio si fa avanti
Con il suo anello, ogni figlio vuol essere Il signore del casato.
Si litiga, si indaga, si accusa. Invano.
Impossibile provare quale sia l'anello vero
(dopo una pausa, durante la quale egli attende la risposta del sultano)
quasi come per noi provare quale sia la vera fede.
SALADINO
Come?
Questa è la tua risposta alla mia domanda?…
NATHAN
Valga Soltanto a scusarmi,
se non oso
Cercare di distinguere gli anelli
Che il padre fece fare appunto al fine
Che fosse impossibile distinguerli.
SALADINO
Gli anelli! - Non burlarti di me!
Le religioni che ti ho nominato
Si possono distinguere persino
Nelle vesti, nei cibi, nelle bevande!
NATHAN
E tuttavia non nei fondamenti.
Non si fondano tutte sulla storia,
scritta o tramandata?
E la storia solo per fede e per fedeltà dev'essere accettata,
non è vero?
E di quale fede e fedeltà dubiteremo
Meno che di ogni altra?
Quella dei nostri avi, sangue del nostro sangue,
quella di coloro che dall'infanzia ci diedero prova del loro amore,
e che mai ci ingannarono, se l'inganno per noi non era salutare?
Posso io credere ai miei padri
Meno che tu ai tuoi?
O viceversa?
Posso forse pretendere che tu,
per non contraddire i miei padri,
accusi i tuoi di menzogna?
O viceversa?
E la stessa cosa vale per i cristiani, non è vero?
SALADINO
(Per il Dio vivente! Hai ragione. Io devo ammutolire).
NATHAN
Ma torniamo
Ai nostri anelli.
Come dicevo, i figli
Si accusarono in giudizio.
E ciascuno giurò al giudice di avere ricevuto
l'anello dalla mano del padre (ed era vero),
e molto tempo prima la promessa
dei privilegi concessi dall'anello
(ed era vero anche questo).
Il padre, ognuno se ne diceva certo,
non poteva averlo ingannato;
prima di sospettare questo,
diceva, di un padre tanto buono,
non poteva che accusare dell'inganno i suoi fratelli,
di cui pure era sempre stato pronto a pensare tutto il bene;
e si diceva sicuro di scoprire i traditori e pronto a vendicarsi.
SALADINO
E il giudice?
Sono ansioso di ascoltare
Che cosa farai dire al giudice.
Parla!
NATHAN
Il giudice disse: Portate subito
Qui vostro padre, o vi scaccerò
Dal mio cospetto.
Pensate che stia qui
A risolvere enigmi?
O volete restare
Finché l'anello vero parlerà?
Ma… aspettate!
Voi dite che l'anello vero
Ha il magico potere di rendere amati,
grati a Dio e agli uomini.
Sia questo a decidere!
Gli anelli falsi non potranno.
Su, ditemi: chi di voi è il più amato
Dagli altri due?
Avanti!
Voi tacete?
L'effetto degli anelli è solo riflessivo,
non transitivo?
Ciascuno di voi ama solo se stesso?
Allora tutti e tre siete truffatori truffati!
I vostri anelli sono falsi tutti e tre.
Probabilmente l'anello vero si perse,
e vostro padre ne fece fare tre per celarne la perdita e per sostituirlo.
SALADINO
Magnifico! Magnifico!
NATHAN
Se non volete, proseguì il giudice,
il mio consiglio e non una sentenza,
andatevene!
Ma il mio consiglio è questo:
accettate le cose come stanno.
Ognuno ebbe l'anello da suo padre:
ognuno sia sicuro che esso è autentico.
Vostro padre, forse, non era più disposto
A tollerare ancora in casa sua
La tirannia di un solo anello.
E certo Vi amò ugualmente tutti e tre.
Non volle, infatti, umiliare due di voi
Per favorirne uno.
Orsù! Sforzatevi
Di imitare il suo amore incorruttibile
E senza pregiudizi.
Ognuno faccia a gara
Per dimostrare alla luce del giorno
La virtù della pietra nel suo anello.
E aiuti la sua virtù con la dolcezza,
con indomita pazienza e carità,
e con profonda devozione a Dio.
Quando le virtù degli anelli appariranno
Nei nipoti, e nei nipoti dei nipoti,
io li invito a tornare in tribunale,
fra mille e mille anni.
Sul mio seggio siederà un uomo più saggio di me; e parlerà.
Andate!
Così disse quel giudice modesto.
La favola dei tre anelli
Ieri andavo da lei e in macchina come quasi sempre ascoltavo Radio 3, trasmettevano L'oro del reno. Prima di collegarsi in diretta con la Bayreuth Festival Orchestra in studio discutevano sul significato dell'anello come simbolo, con tutte le metafore possibili sulla ciclicità dell'esistenza e ascendenze più o meno lontane.
Il discorso è poi caduto su Nathan il saggio di Lessing e soprattutto sulla favola dei tre anelli che rapprensenta la migliore cosa mai scritta sul dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste:
NATHAN
Molti anni or sono un uomo in Oriente
Possedeva un anello inestimabile, un caro dono.
La sua pietra, un opale dai cento bei riflessi colorati, ha un potere segreto:
rende grato a Dio e agli uomini chiunque la porti con fiducia.
Può stupire se non lo toglieva mai dal dito,
e se dispose in modo che restasse per sempre in casa sua?
Egli lasciò l'anello al suo figlio più amato;
e lasciò scritto che a sua volta quel figlio lo lasciasse al suo figlio più amato;
e che ogni volta il più amato dei figli diventasse,
senza tenere conto della nascita ma soltanto per forza dell'anello,
il capo e il signore del casato.
Tu mi segui, sultano?
SALADINO
Ti seguo. Vai avanti.
NATHAN
E l'anello così, di figlio in figlio,
giunse alla fine a un padre di tre figli.
Tutti e tre gli ubbidivano ugualmente
Ed egli, non poteva farne a meno,
li amava tutti nello stesso modo.
Solo di tanto in tanto l'uno o l'altro
Gli sembrava il più degno dell'anello
Quando era con lui solo, e nessun altro
Divideva l'affetto del suo cuore.
Così, con affettuosa debolezza
Egli promise l'anello a tutti e tre.
Andò avanti così finché poté.
Ma, vicino alla morte, quel buon padre
Si trova in imbarazzo. Offendere così
due figli, fiduciosi nella sua parola,
lo rattrista. - Che cosa deve fare? -
Egli chiama in segreto un gioielliere,
e gli ordina due anelli in tutto uguali al suo;
e con lui si raccomanda che non risparmi né soldi né fatica
perché siano perfettamente uguali.
L'artista ci riesce.
Quando glieli porta, nemmeno il padre è in grado di distinguere l'anello vero.
Felice, chiama i figli uno per uno,
impartisce a tutti e tre la sua benedizione,
a tutti e tre dona l'anello e muore.
Tu mi ascolti, sultano?
SALADINO
(il quale, colpito, aveva girato il viso)
Ascolto, ascolto.
Ma finisci presto La tua favola.
Ci sei?
NATHAN
Ho già finito.
Quel che segue si capisce da sé.
Morto il padre, ogni figlio si fa avanti
Con il suo anello, ogni figlio vuol essere Il signore del casato.
Si litiga, si indaga, si accusa. Invano.
Impossibile provare quale sia l'anello vero
(dopo una pausa, durante la quale egli attende la risposta del sultano)
quasi come per noi provare quale sia la vera fede.
SALADINO
Come?
Questa è la tua risposta alla mia domanda?…
NATHAN
Valga Soltanto a scusarmi,
se non oso
Cercare di distinguere gli anelli
Che il padre fece fare appunto al fine
Che fosse impossibile distinguerli.
SALADINO
Gli anelli! - Non burlarti di me!
Le religioni che ti ho nominato
Si possono distinguere persino
Nelle vesti, nei cibi, nelle bevande!
NATHAN
E tuttavia non nei fondamenti.
Non si fondano tutte sulla storia,
scritta o tramandata?
E la storia solo per fede e per fedeltà dev'essere accettata,
non è vero?
E di quale fede e fedeltà dubiteremo
Meno che di ogni altra?
Quella dei nostri avi, sangue del nostro sangue,
quella di coloro che dall'infanzia ci diedero prova del loro amore,
e che mai ci ingannarono, se l'inganno per noi non era salutare?
Posso io credere ai miei padri
Meno che tu ai tuoi?
O viceversa?
Posso forse pretendere che tu,
per non contraddire i miei padri,
accusi i tuoi di menzogna?
O viceversa?
E la stessa cosa vale per i cristiani, non è vero?
SALADINO
(Per il Dio vivente! Hai ragione. Io devo ammutolire).
NATHAN
Ma torniamo
Ai nostri anelli.
Come dicevo, i figli
Si accusarono in giudizio.
E ciascuno giurò al giudice di avere ricevuto
l'anello dalla mano del padre (ed era vero),
e molto tempo prima la promessa
dei privilegi concessi dall'anello
(ed era vero anche questo).
Il padre, ognuno se ne diceva certo,
non poteva averlo ingannato;
prima di sospettare questo,
diceva, di un padre tanto buono,
non poteva che accusare dell'inganno i suoi fratelli,
di cui pure era sempre stato pronto a pensare tutto il bene;
e si diceva sicuro di scoprire i traditori e pronto a vendicarsi.
SALADINO
E il giudice?
Sono ansioso di ascoltare
Che cosa farai dire al giudice.
Parla!
NATHAN
Il giudice disse: Portate subito
Qui vostro padre, o vi scaccerò
Dal mio cospetto.
Pensate che stia qui
A risolvere enigmi?
O volete restare
Finché l'anello vero parlerà?
Ma… aspettate!
Voi dite che l'anello vero
Ha il magico potere di rendere amati,
grati a Dio e agli uomini.
Sia questo a decidere!
Gli anelli falsi non potranno.
Su, ditemi: chi di voi è il più amato
Dagli altri due?
Avanti!
Voi tacete?
L'effetto degli anelli è solo riflessivo,
non transitivo?
Ciascuno di voi ama solo se stesso?
Allora tutti e tre siete truffatori truffati!
I vostri anelli sono falsi tutti e tre.
Probabilmente l'anello vero si perse,
e vostro padre ne fece fare tre per celarne la perdita e per sostituirlo.
SALADINO
Magnifico! Magnifico!
NATHAN
Se non volete, proseguì il giudice,
il mio consiglio e non una sentenza,
andatevene!
Ma il mio consiglio è questo:
accettate le cose come stanno.
Ognuno ebbe l'anello da suo padre:
ognuno sia sicuro che esso è autentico.
Vostro padre, forse, non era più disposto
A tollerare ancora in casa sua
La tirannia di un solo anello.
E certo Vi amò ugualmente tutti e tre.
Non volle, infatti, umiliare due di voi
Per favorirne uno.
Orsù! Sforzatevi
Di imitare il suo amore incorruttibile
E senza pregiudizi.
Ognuno faccia a gara
Per dimostrare alla luce del giorno
La virtù della pietra nel suo anello.
E aiuti la sua virtù con la dolcezza,
con indomita pazienza e carità,
e con profonda devozione a Dio.
Quando le virtù degli anelli appariranno
Nei nipoti, e nei nipoti dei nipoti,
io li invito a tornare in tribunale,
fra mille e mille anni.
Sul mio seggio siederà un uomo più saggio di me; e parlerà.
Andate!
Così disse quel giudice modesto.
Molti anni or sono un uomo in Oriente
Possedeva un anello inestimabile, un caro dono.
La sua pietra, un opale dai cento bei riflessi colorati, ha un potere segreto:
rende grato a Dio e agli uomini chiunque la porti con fiducia.
Può stupire se non lo toglieva mai dal dito,
e se dispose in modo che restasse per sempre in casa sua?
Egli lasciò l'anello al suo figlio più amato;
e lasciò scritto che a sua volta quel figlio lo lasciasse al suo figlio più amato;
e che ogni volta il più amato dei figli diventasse,
senza tenere conto della nascita ma soltanto per forza dell'anello,
il capo e il signore del casato.
Tu mi segui, sultano?
SALADINO
Ti seguo. Vai avanti.
NATHAN
E l'anello così, di figlio in figlio,
giunse alla fine a un padre di tre figli.
Tutti e tre gli ubbidivano ugualmente
Ed egli, non poteva farne a meno,
li amava tutti nello stesso modo.
Solo di tanto in tanto l'uno o l'altro
Gli sembrava il più degno dell'anello
Quando era con lui solo, e nessun altro
Divideva l'affetto del suo cuore.
Così, con affettuosa debolezza
Egli promise l'anello a tutti e tre.
Andò avanti così finché poté.
Ma, vicino alla morte, quel buon padre
Si trova in imbarazzo. Offendere così
due figli, fiduciosi nella sua parola,
lo rattrista. - Che cosa deve fare? -
Egli chiama in segreto un gioielliere,
e gli ordina due anelli in tutto uguali al suo;
e con lui si raccomanda che non risparmi né soldi né fatica
perché siano perfettamente uguali.
L'artista ci riesce.
Quando glieli porta, nemmeno il padre è in grado di distinguere l'anello vero.
Felice, chiama i figli uno per uno,
impartisce a tutti e tre la sua benedizione,
a tutti e tre dona l'anello e muore.
Tu mi ascolti, sultano?
SALADINO
(il quale, colpito, aveva girato il viso)
Ascolto, ascolto.
Ma finisci presto La tua favola.
Ci sei?
NATHAN
Ho già finito.
Quel che segue si capisce da sé.
Morto il padre, ogni figlio si fa avanti
Con il suo anello, ogni figlio vuol essere Il signore del casato.
Si litiga, si indaga, si accusa. Invano.
Impossibile provare quale sia l'anello vero
(dopo una pausa, durante la quale egli attende la risposta del sultano)
quasi come per noi provare quale sia la vera fede.
SALADINO
Come?
Questa è la tua risposta alla mia domanda?…
NATHAN
Valga Soltanto a scusarmi,
se non oso
Cercare di distinguere gli anelli
Che il padre fece fare appunto al fine
Che fosse impossibile distinguerli.
SALADINO
Gli anelli! - Non burlarti di me!
Le religioni che ti ho nominato
Si possono distinguere persino
Nelle vesti, nei cibi, nelle bevande!
NATHAN
E tuttavia non nei fondamenti.
Non si fondano tutte sulla storia,
scritta o tramandata?
E la storia solo per fede e per fedeltà dev'essere accettata,
non è vero?
E di quale fede e fedeltà dubiteremo
Meno che di ogni altra?
Quella dei nostri avi, sangue del nostro sangue,
quella di coloro che dall'infanzia ci diedero prova del loro amore,
e che mai ci ingannarono, se l'inganno per noi non era salutare?
Posso io credere ai miei padri
Meno che tu ai tuoi?
O viceversa?
Posso forse pretendere che tu,
per non contraddire i miei padri,
accusi i tuoi di menzogna?
O viceversa?
E la stessa cosa vale per i cristiani, non è vero?
SALADINO
(Per il Dio vivente! Hai ragione. Io devo ammutolire).
NATHAN
Ma torniamo
Ai nostri anelli.
Come dicevo, i figli
Si accusarono in giudizio.
E ciascuno giurò al giudice di avere ricevuto
l'anello dalla mano del padre (ed era vero),
e molto tempo prima la promessa
dei privilegi concessi dall'anello
(ed era vero anche questo).
Il padre, ognuno se ne diceva certo,
non poteva averlo ingannato;
prima di sospettare questo,
diceva, di un padre tanto buono,
non poteva che accusare dell'inganno i suoi fratelli,
di cui pure era sempre stato pronto a pensare tutto il bene;
e si diceva sicuro di scoprire i traditori e pronto a vendicarsi.
SALADINO
E il giudice?
Sono ansioso di ascoltare
Che cosa farai dire al giudice.
Parla!
NATHAN
Il giudice disse: Portate subito
Qui vostro padre, o vi scaccerò
Dal mio cospetto.
Pensate che stia qui
A risolvere enigmi?
O volete restare
Finché l'anello vero parlerà?
Ma… aspettate!
Voi dite che l'anello vero
Ha il magico potere di rendere amati,
grati a Dio e agli uomini.
Sia questo a decidere!
Gli anelli falsi non potranno.
Su, ditemi: chi di voi è il più amato
Dagli altri due?
Avanti!
Voi tacete?
L'effetto degli anelli è solo riflessivo,
non transitivo?
Ciascuno di voi ama solo se stesso?
Allora tutti e tre siete truffatori truffati!
I vostri anelli sono falsi tutti e tre.
Probabilmente l'anello vero si perse,
e vostro padre ne fece fare tre per celarne la perdita e per sostituirlo.
SALADINO
Magnifico! Magnifico!
NATHAN
Se non volete, proseguì il giudice,
il mio consiglio e non una sentenza,
andatevene!
Ma il mio consiglio è questo:
accettate le cose come stanno.
Ognuno ebbe l'anello da suo padre:
ognuno sia sicuro che esso è autentico.
Vostro padre, forse, non era più disposto
A tollerare ancora in casa sua
La tirannia di un solo anello.
E certo Vi amò ugualmente tutti e tre.
Non volle, infatti, umiliare due di voi
Per favorirne uno.
Orsù! Sforzatevi
Di imitare il suo amore incorruttibile
E senza pregiudizi.
Ognuno faccia a gara
Per dimostrare alla luce del giorno
La virtù della pietra nel suo anello.
E aiuti la sua virtù con la dolcezza,
con indomita pazienza e carità,
e con profonda devozione a Dio.
Quando le virtù degli anelli appariranno
Nei nipoti, e nei nipoti dei nipoti,
io li invito a tornare in tribunale,
fra mille e mille anni.
Sul mio seggio siederà un uomo più saggio di me; e parlerà.
Andate!
Così disse quel giudice modesto.
lunedì 24 luglio 2006
L'ascia bipenne contro l'accanimento tecnologico
Ok, è ufficiale. Le nuove tecnologie si accaniscono contro di me per tutte le volte che ho preso in giro mia madre che neanche sa accendere il videoregistratore.
Ho quasi finito di prendere possesso del dominio, pagato e sorriso in vista di nuovi e corroboranti sviluppi (durante la serata Maura ha pure affibbiato una copia del numero giallo e speciale a Roberto Alaimo) ma la tecnologia, dicevo, si incaponisce.
La prima volta che il registro apposito m'ha comunicato che la LAR aveva linee illegibili ho sorriso, dico, capita. I fax di Bagheria andavano bene nel paleolitico, sfettucciano ancora con rumore di motosega.
Riprovo (e dato che la LAR consta di due fogli il prezzo lievita, 2,30 € per due fanno 4,60), la terza volta leggermente infastidito percorro mezza Bagheria sino a un quartiere sconosciuto, spedisco e pago, altri 2,50 €. Inutile.
Riprovo dall'altro capo della città, in un tabacchino fituso con un tabaccaio laido e informe e finalmente qualcosa arriva ma solo una pagina su due. Chiedo aiuto al mio prode vicedirettore (che ha appena pubblicato un'altra fetta del suo lavoro sugli anni di piombo), e ora aspetto.
Aspetto che questa dannata lettera di assunzione di responsabilità arrivi e arrivi bene prima che sfascio tutto col mio notorio savoir fare e un'ascia bipenne in perfetto stile He-Man.
Intanto Lo scrittore Fantasma ha inaugurato il suo rifugio dei Moai, (almeno lui ce l'ha fatta a prendere possesso di quello che gli spettava di diritto) e Cristiano ha pubblicato il nuovo sito del saturnismo, io sono stato promosso saturnista e pure saturnista evoluzionario: le mie opere ora sono qui. E ora le quattro lettere, etichettate tutte con un lugubre Failed
21 lug (3 giorni fa)
Gentile cliente,
la presente per informarLa che il Registro del ccTLD"it" ha respinto la
richiesta
del dominio in oggetto per il seguente motivo:
causa righe nere dati parzialmente leggibili
==
Fax transmission error (black lines), data partially legible
23 lug (1 giorno fa)
Gentile cliente,
la presente per informarLa che il Registro del ccTLD"it" ha respinto la
richiesta
del dominio in oggetto per il seguente motivo:
causa righe nere dati parzialmente leggibili
==
Fax transmission error (black lines), data partially legible
3) 4 ore fa
Gentile cliente,
la presente per informarLa che il Registro del ccTLD"it" ha respinto la
richiesta
del dominio in oggetto per il seguente motivo:
causa righe nere dati parzialmente leggibili. Lettera incompleta, manca una
pagina.
==
Letter incomplete , page missing.
4) 29 minuti fa
Gentile cliente,
la presente per informarLa che il Registro del ccTLD"it" ha respinto la
richiesta
del dominio in oggetto per il seguente motivo:
Causa interruzione trasmissione fax, la lettera è incompleta.
==
The letter is not complete due to a possible error in the fax
Ho quasi finito di prendere possesso del dominio, pagato e sorriso in vista di nuovi e corroboranti sviluppi (durante la serata Maura ha pure affibbiato una copia del numero giallo e speciale a Roberto Alaimo) ma la tecnologia, dicevo, si incaponisce.
La prima volta che il registro apposito m'ha comunicato che la LAR aveva linee illegibili ho sorriso, dico, capita. I fax di Bagheria andavano bene nel paleolitico, sfettucciano ancora con rumore di motosega.
Riprovo (e dato che la LAR consta di due fogli il prezzo lievita, 2,30 € per due fanno 4,60), la terza volta leggermente infastidito percorro mezza Bagheria sino a un quartiere sconosciuto, spedisco e pago, altri 2,50 €. Inutile.
Riprovo dall'altro capo della città, in un tabacchino fituso con un tabaccaio laido e informe e finalmente qualcosa arriva ma solo una pagina su due. Chiedo aiuto al mio prode vicedirettore (che ha appena pubblicato un'altra fetta del suo lavoro sugli anni di piombo), e ora aspetto.
Aspetto che questa dannata lettera di assunzione di responsabilità arrivi e arrivi bene prima che sfascio tutto col mio notorio savoir fare e un'ascia bipenne in perfetto stile He-Man.
Intanto Lo scrittore Fantasma ha inaugurato il suo rifugio dei Moai, (almeno lui ce l'ha fatta a prendere possesso di quello che gli spettava di diritto) e Cristiano ha pubblicato il nuovo sito del saturnismo, io sono stato promosso saturnista e pure saturnista evoluzionario: le mie opere ora sono qui. E ora le quattro lettere, etichettate tutte con un lugubre Failed
21 lug (3 giorni fa)
Gentile cliente,
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del dominio in oggetto per il seguente motivo:
causa righe nere dati parzialmente leggibili
==
Fax transmission error (black lines), data partially legible
23 lug (1 giorno fa)
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3) 4 ore fa
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causa righe nere dati parzialmente leggibili. Lettera incompleta, manca una
pagina.
==
Letter incomplete , page missing.
4) 29 minuti fa
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Causa interruzione trasmissione fax, la lettera è incompleta.
==
The letter is not complete due to a possible error in the fax
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