Sono, ovviamente, solo tre passi nel delirio. L'analisi la lascio all'acume dei miei affezionati dieci lettori.
Per me il weblog esula da tutte queste chiacchiere sul metodo e sul potere, sull'autorità e sui sondaggi e le statistiche, è solo uno dei possibili supporti a cui si riferisce Umberto Eco in questa bellissima citazione:
«Oggi l'universo elettronico ci suggerisce che possano esistere delle sequenze di messaggi che si trasferiscono da un supporto fisico all'altro senza perdere le loro caratteristiche irripetibili, e sembrano persino sopravvivere come puro immateriale algoritmo nell'istante in cui, abbandonato un supporto, non si sono ancora impressi su un altro. E chissà che la morte, anziché implosione, sia esplosione e stampo, da qualche parte, tra i vortici dell'universo, del software (che altri chiamano anima) che noi abbiamo elaborato vivendo, fatto anche di ricordi e rimorsi personali, e dunque sofferenza insanabile, o senso di pace per il dovere compiuto, e amore.»
Umberto Eco (con Carlo M. Martini), In che cosa crede chi non crede?
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