sabato 28 gennaio 2006

minima (umoralia)


riceviamo e pubblichiamo


Mi sono cancellato dalla newsletter di maximumtel oggi, dopo aver letto l'articolo che commenta la cartellonistica con il solito piglio moralisticheggiante, proprio agli autori della casa editrice più figa del mondo, e finisce, piuttosto originalmente, con il solito Lusconi giudaicomassonico.

Il mondo a Roma si divide in due universi: c'è quello dei fighetti di papà, ripartiti equamente tra estrema destra da parata e estrema sinistra part time, ci sono tutti gli altri che devono lavorare per campare, che vivono nelle periferie, che vestono nei grandi magazzini, che non hanno il casolare della nonna al mare.

Ci sono anche inquietanti paria, che pretendono di emulare quelli con i soldi, i nati con il paracadute, i firmati quando serve. Sono quelli che si impegnano in rincorse impossibili, si innamorano di miti che non si possono permettere, vogliono fare gli avvocati famosi o i cantautori di successo senza una famiglia. Fanno schifo, se ci pensi, però ispirano la simpatia del debole.

Ma i i baciati dalla sorte che fanno i proletari finché gli va, che scelgono di predare l'appartamentino della vecchia nel quartiere popolare, che si vestono straccione ma con gusto, che imparano una lingua borgatara come fosse inglese, sono merde di plastica.



ddt

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